La ricerca della tariffa perfetta

C’è mai fine alla ricerca della tariffa perfetta?
Questo è uno dei tanti aspetti da cui è tormentato chi vende un prodotto (e decide di farlo variando il prezzo). A differenza però di altre sfaccettature commerciali, più tangibili, incontrare il mercato al momento giusto sui parametri economici perfetti è materia incorporea, quasi divina.
Per intendersi, se un aspetto del servizio o dello stato del prodotto è mal recepito dal cliente, è facile accorgersene. Sarà il cliente stesso a lamentare, nei modi e nei mezzi che ritiene opportuni, ciò che percepisce come una mancanza. Tutto (o quasi) soggettivo, frutto del momento e della persona. Sebbene poi, a livello statistico, la riconducibilità di una serie di rimostranze verso una problematica concreta sia più che un segnale di attenzione. Un’indicazione, laddove possibile, su come migliorare.
La ricerca della tariffa perfetta però è davvero un altro mondo.
Partiamo dal presupposto che sia vitale, se si ha l’obiettivo di svolgere un buon lavoro, avere traccia di uno storico che racchiuda tutti i numeri di cui abbiamo bisogno (oltre ad aver chiaro ogni minimo costo, tanto per ripetersi). Lavorato e ipotizzato in modo corretto, andando quindi a tener conto di quelle variabili che possono ingannare o aiutare chi lo legge.
L’acquisizione di uno storico però ci pone al cospetto di un dilemma.
Anche nella massima sicurezza di aver sfruttato al meglio le nostre risorse, siamo sicuri che sia sacrilego puntare a qualcosa di più?
Nella ricerca della tariffa perfetta, avremo ogni giorno dei piccoli nei da coprire. Dissezionando il nostro calendario giorno per giorno, ci accorgeremo di aver mancato in qualcosa. Abbiamo venduto tutto troppo presto, quindi avremmo potuto ambire a qualcosa di più. Abbiamo tenuto il prezzo troppo alto e, alla fine, ci è stato impossibile chiudere al cento per cento. Senza contare gli svariati motivi per cui, in alcuni giorni o periodi, qualcosa fuori dalle nostre umane possibilità ci mette i bastoni tra le ruote. O, al contrario, ci benedice.
Ecco quindi che avremo in mano uno storico migliorabile. Lo avremo sempre, o quasi. Anche nel banale sogno di realizzare un misero, inconsistente “più” da assegnare alla nostra produzione. O a favore di qualche dato che pensiamo valido.
La ricerca della tariffa perfetta ha fine solo nel momento in cui si molla. Questa è la verità.
Il consiglio è quello di concentrarsi sul raggiungimento di uno status d’eccellenza, il massimo sforzo che coniughi una buona qualità (percepita) del servizio in relazione allo stress massimo che si può imporre alla tariffa.
Una volta conseguito, rimanerci. E rosicchiare qualche altro passo verso l’alto.
La ricerca della tariffa perfetta è infinita.
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