Prevendita e buon senso

Prevendita e buon senso.
Tra le fitte maglie della vendita, soprattutto quella online, si insinua dubbiosa una pratica di uso comune. La prevendita, laddove al costo unitario di un elemento si aggiunge un sovrappiù, quello utile a garantirsi il vantaggio di agire in anticipo.
Attenzione, la prevendita è lontana parente della caparra. Sebbene entrambe si arroghino il diritto di pretendere una quota anticipata del totale. La caparra però o viene restituita oppure inglobata dalla spesa complessiva. E, in alcuni frangenti, è persino legittima.
Nel mondo alberghiero, lungimirante sotto tanti aspetti, la prevendita è un concetto neanche preso in considerazione, giustamente.
Un settore, quello dello spettacolo, ne fa errato uso. Dalla vendita di un biglietto concertistico, a quello di un evento sportivo, per finire all’agonizzante cinema.
Per i primi due esempi, per altro, è una tassa da accettare come fosse una dittatura. Sono scomparsi i rivenditori diretti. Anche quelli fisici sono intermediari che, nella migliore delle ipotesi, vendono a prezzo online. Altrimenti operano un piccolo ricarico per i loro servigi. Strozzinaggio allo stato puro. La mancanza di alternative è sconcertante.
Veniamo dunque al cinema. Il grande vecchio colosso dell’intrattenimento, industria multimiliardaria che fatica a evolversi, aggrappata ai romantici, generazioni che anagraficamente finiranno per sparire.
Avete mai provato ad acquistare online un biglietto per una proiezione? Al costo della poltrona va aggiunta una somma sulla prevendita. Spesso anche cospicua in rapporto al prezzo unitario.
Quanto è anticommerciale? Sorvoliamo sull’analisi del costo attuale del cinema, in contrapposizione con le miriadi di alternative che lo stanno soppiantando e, peggio, al costo generale della vita. L’esercente sta dicendo al consumatore che, per garantirsi in anticipo la visione del film, deve pagare in più. Ricacciando sulla poltrona quel temerario, o costringendolo a spingersi fino al botteghino, dove pagherà meno, nella speranza che rimanga spazio per lui.
Quest’ultima fa ridere. Ormai, salvo rare eccezioni, i cinema sono semi-vuoti.
Tuttavia l’operazione è autodistruttiva. Fare muro nella prima fase di acquisto, quella online, nell’auspicio che si materializzi comunque quella successiva.
Tutto affidandosi a un software proprio, un booking engine, a commissione zero. Per il puro, folle intento di ricavare qualche spicciolo in più.
È tanto assurdo da far perdere le staffe.
La prevendita è agli antipodi del mercato, basterebbe un po’ di buon senso per capirlo.
In questo articolo parliamo di commissioni
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