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Fine 2024 con vista 2025

Fine 2024 con vista 2025 - Revenue Bros

Fine 2024 con vista 2025. Ancora presto per tracciare una linea e liquidare quest’anno ma un’idea ce la siamo fatta.
Iniziamo dalle notizie ottime; Ottobre sta andando bene, anche per chi ha leggermente sofferto durante il periodo estivo. Ciò che è più sorprendente, considerando l’attrattiva del mese, è che Novembre pare avere una marcia in più. Ha senso, ci arriviamo tra poco.
Guardandoci attorno, quindi permetteteci questa generalizzazione, tutto il 2024 ha faticato a tenere botta con l’anno passato. Più probabile, soprattutto nelle città d’arte, si sia andati lievemente sotto. Questo considerando, come da manuale, un lavoro impostato e gestito con gli stessi crismi e operato con continuità negli anni. Ricordatevi sempre che i parallelismi hanno senso solo se giudicate voi stessi e mai ciò che hanno fatto altri.
Col senno di poi è tutto semplice. Anche nella testa di chi ha lavorato i numeri e commessi delle leggerezze, la voce della saggezza sussurra il più classico dei “te l’avevo detto”. Si era detto che il 2023 rischiava di essere una bolla anomala difficile da ripetere. Si era detto che tariffe così imponenti sarebbero state difficili da replicare. Eppure la strategia commerciale si è appoggiata a quei risultati.
Fisiologico, perché nessuno possiede la palla di cristallo. Positivo, perché abbiamo provato a battere i nostri stessi record. Deleterio, perché abbiamo preso nel verso errato tutto ciò che è venuto.
In termini assoluti, questo rimane un buon anno finora. Perché mantenere uno status di eccellenza, quando lo si è raggiunto, è da pacca sulle spalle.
Cosa ha funzionato meno? Guardate i vostri dati. Analizzate le vostre vendite. È possibile che riscontriate proprio nei momenti di picco dei lievi cali. Mai di occupazione, quella sempre ottima se si è scesi ai giusti compromessi, ma di qualità sì. Una lieve flessione quindi in meglio sui giorni “normali” e un calo, alcune volte sensibile, su eventi, festività e weekend.
Una postilla sulla montagna, in totale e costante ascesa ormai da anni. Perciò meriterebbe un discorso a parte.
La buona notizia è che potremo far tesoro di ciò per il 2025. Possiamo aspettarci che sia un anno in lieve crescita, se sappiamo dove mettere le mani.
Guardate Novembre, per tornare a qualche riga fa. Tariffe più equilibrate attraggono una grande quantità di mercato. E, sulle basse aspettative di uno dei mesi universalmente più deboli dell’anno, si percepisce la differenza.
Il mercato continua a esserci, vasto e florido. Continua a essere nostro compito intercettarlo.
C’è da abbassare un pochino? Fatelo.
Questa fine 2024 può essere piena di soddisfazioni, così come il 2025.

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Allora che faccio, alzo?

Allora che faccio, alzo? - Revenue bros

Allora che faccio, alzo?
A un buon giornalista vengono insegnate le cinque “w” (in inglese). Che in italiano diventano: chi, cosa, quando, dove e perché.
 A un buon revenue manager viene naturale invece porsi un bel quantitativo di quesiti, prima di modificare a rialzo la benedetta tariffa.
Quanto è cresciuta l’occupazione? E già questa domanda presuppone una biforcazione. Quanto è cresciuta rispetto alla partenza e, forse ancor più determinante, quanto è cresciuta rispetto all’ultima modifica tariffaria eseguita.
Esempio: ho 50 camere e l’ultimo ingresso di prenotazioni ha portato la mia occupazione a 30 camere. Ma se le ultime prenotazioni sono 2 e sono le uniche entrate all’ultima tariffa modificata, devo pensarci su.
Che tipo di prenotazioni sono entrate? A prescindere dal canale, andiamo sulla qualità in primis. Ho dovuto effettuare sconti, allora la tariffa che ha funzionato è diversa da quella che pensavo. Sono entrati dei gruppi, anche fosse solo una coppia di amici che prenota due camere. Allora vale come un’unica prenotazione. Perché la pressione del mercato si è manifestata in un’unica entità.
Che tipologia è entrata? A seconda dell’unità o delle unità abitative che hanno mosso il mercato, si può prendere in considerazione di aumentare la tariffa di un segmento specifico di camere e lasciare a riposo il resto.
Valutando uno storico attendibile, la proiezione del ricavo medio e della produzione è affidabile o c’è qualcosa di anomalo? Posto che di anno in anno possono esserci delle enormi differenze, diffidare di improvvise e ingiustificate sproporzioni. Se ciò avviene, domandarsi come mai e seguire il flusso.
Qual è il mio tasso medio di cancellazione? Conoscere nei dettagli i comportamenti del mercato in questo senso ci permette di analizzare l’occupazione anche in funzione di ciò che in proiezione siamo destinati a perdere. Se ho un tasso di cancellazione del 20%, perderò in media 1 camera su 5 di quelle che ho sul planning.
Infine, uber alles, quando? La variabile temporale è la più importante di tutte.
Ogni domanda di quelle già poste deve essere accompagnata da: e quando è successo?
La distanza dalla data e l’arco temporale in cui tutto avviene sono alla base di ogni decisione. Conoscere l’espressione cronologica del mercato ci consente di anticipare il futuro. Bisogna studiare, pensare e agire.
Allora che faccio, alzo?

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Rifiuto per occupazione, prenotazione certa?

Rifiuto per occupazione prenotazione certa - Revenue bros

Il rifiuto per occupazione è una porta chiusa alla richiesta di una prenotazione quando si è già al 100% di occupazione.
Ma è una materializzazione certa?
Partiamo da discorsi già noti, nelle analisi a consuntivo dei nostri parametri vitali. Occupazione, ricavo medio e revpar, produzione lorda generale. Nell’altissima stagione è plausibile poter ambire a percentuali superiori al 90% di occupazione. Spalmati su 30 o 31 giorni, fanno sì che alcune date siano piene fino al massimo della nostra capacità.
Soddisfatti del risultato?
Certo, perché quando si vende è sempre un successo. A quel punto vanno studiate le condizioni a cui si è venduto. Qualità della tariffa, innanzitutto. E finestra di prenotazione. Anche in questo mercato così sotto data, è certo che essere pieni due mesi prima del check-in è un indizio forte di magagna. Avremmo dovuto e potuto vendere meglio.
Altro parametro vitale fondamentale sono i rifiuti per occupazione. Questi si manifestano per via diretta, perciò sono una parte di ciò che abbiamo occultato al mercato. Pensate quanti ci avrebbero potuto vedere online, se squilla così tanto il telefono.
Avremmo potuto vendere ben più unità di quelle che abbiamo a disposizione. Questa consapevolezza ci mette di fronte a un dubbio. Avremmo potuto venderle davvero meglio?
Più sono abbondanti questi rifiuti, di cui bisogna tenere traccia, più è probabile che avremmo potuto vendere a prezzi più alti.

Tuttavia i processi di vendita, soprattutto quella dinamica, nascono a monte e hanno una vita movimentata. Le prime prenotazioni sono quelle più soggette a cancellazione, se manovriamo bene la tariffa le sostituiremo in corso d’opera con nuove migliori.
Il mercato si è spostato con decisione sotto data. E i rifiuti per occupazione hanno bisogno di una mappa temporale per avere ancora più senso. Lastsecond, giorno su giorno, la necessità di una camera spesso coincide con la ricerca di un’occasione. Perché il viaggiatore ormai ha imparato i meccanismi e sa che sotto data si tende ad abbassare.
La domanda perciò che dobbiamo porci è: avremmo venduto giorno su giorno a prezzi più alti di quelli che abbiamo materializzato?
Può darsi, dipende. In generale, quando si ottiene un risultato soddisfacente si incarta e si porta a casa.
Tenersi una manciata di camere per testare il mercato alla richiesta diretta è un buon banco di prova per fugare ogni dubbio. La statistica e l’esperienza ci dicono che riceviamo tante chiamate. Lasciamo spazio per quel tipo di contrattazione. Se ci rendiamo conto che vendiamo a ribasso, daremo ai rifiuti per occupazione una valenza diversa.
Il mercato è cambiato, il rifiuto per occupazione è importante ma la qualità della prenotazione lo è ancora di più.

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Semplificare

Semplificare - Revenue Bros

Semplificare è andare controcorrente. Perché oggigiorno gli strumenti sono precisi e numerosi. Perché il messaggio che arriva è che più informazioni abbiamo e più riusciamo ad arrivare alla soluzione.
Perché per vendere un software bisogna prima che se ne senta la necessità. Per vendere un servizio ti devono far credere nei massimi sistemi che solo loro posseggono.
Cos’è nata prima dunque, la necessità del cliente di avere sempre più informazioni per arrivare alla materializzazione di un acquisto o quella del venditore di intricare la rete di modalità attraverso cui può vendere lo stesso prodotto. Sono certo andate di pari passo, ognuna per la sua via, cercando di intersecarsi.
Fateci caso però, tutto ciò che è complesso ci fa sentire sciocchi se lo ignoriamo. Forse intelligenti se ne possediamo la conoscenza. Ma forse, perché quando poi capisci gli intimi meccanismi delle cose, torni all’assunto di partenza. Semplificare.
Dovete comprare un gestionale potente e performante, costosissimo. Quando poi se ne impara il dieci per cento delle funzionalità. Dimostrazione del fatto che tanto basta nell’equilibrio tra esigenze e tempo che gli si può dedicare.
Più portali avete e più prenotazioni entreranno. Quando in realtà la dispersione di informazioni causa problemi alla visibilità. E finiamo con l’avere troppi prezzi sparati ovunque. Se un portale funziona, numeri alla mano, si tiene. Altrimenti via.
Mille tipologie diverse dai nomi più fantasiosi con caratteristiche tutte simili, solo per darsi un tono.
Standard rate, genius rate, member rate, mobile rate, early booking, geolicalizzate, non rimborsabili, con colazione, senza colazione. Un incastro osceno di tariffe che confonde le idee al potenziale cliente e, peggio, devia i nostri ragionamenti dal cuore della questione. La tariffa che realmente funziona. Un’unica, semplice tariffa.
L’intelligenza artificiale studia un insieme di fattori per suggerire quella tariffa. Peccato che tanti di questi siano inutili. Tipo i competitors.
Semplifichiamo. Studiamo una tariffa, scegliamo gli strumenti utili ai nostri fini, raccogliamo le informazioni che ci servono assorbendo dall’esperienza del mercato.
Oggi la tendenza è quella di complicare oltre misura, fateci caso.

Semplifichiamo.

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Stress da Alta Stagione

Stress da Alta Stagione - Revenue Bros

Stress da alta stagione, ne sentiamo spesso parlare in ambito turistico.
Che sia estate, inverno o primavera. Sebbene gli stagionali siano più soggetti a questo tipo di problematica. Soprattutto chi lavora al mare. Sarà per l’esorbitante quantità di lavoro che hanno sottomano, numeri spaventosi relativi alle presenze concentrate in pochi mesi.
La questione delle strutture stagionali è più delicata e complicata. Diventa sempre più difficile reperire personale preparato, disposto ad accettare un impiego destinato a esaurirsi in pochi mesi. Complesso rapportarsi con i fornitori, sempre per lo stesso motivo. I soggiorni sono sempre più corti, anche al mare, perché i soldi e le ferie sono quelli che sono. In più, a differenza di una ventina di anni fa, il mercato ha scoperto anche le città d’arte e, soprattutto, la montagna. Anche d’estate.
Tanti imprenditori sono in equilibrio tra le difficoltà di un personale alle volte numericamente scarso che deve sovraperformare e la ricerca del giusto tasso di occupazione che faccia sorridere le casse.
Riempire troppo, a detta dei più, causa diminuzione della qualità del servizio e stress del personale. Ma riempire poco impedisce ai conti di tornare.
E allora?
Tutto torna sempre al punto di partenza. Un’azienda sana deve avere in testa i propri parametri. Conoscere ogni dettaglio economico.
Una struttura stagionale può lavorare a pieno regime, se è benedetta, quattro o cinque mesi. Con dei mesi spalla, aiutati da qualche festività o evento.
Se l’occupazione di Luglio e Agosto deve necessariamente avvicinarsi al 90%, con una qualità alta della vendita (in proporzione alla qualità del prodotto), Giugno e Settembre viaggeranno  su percentuali ragionevolmente più basse e dei ricavi medi più contenuti.
Ma questo è un discorso che riguarda tutti, tutto l’anno e su tutte le stagioni.
Pensate che la massima occupazione di una struttura sia un problema? C’è qualcosa che va rivisto. Calcolate i vostri costi, fissi e variabili. Una camera vuota è una perdita di fatturato, ricordatelo. Calcolate il vostro break even point, così saprete dove mirare per mettere qualche spicciolo in tasca, a prescindere dai paragoni con gli anni precedenti e gli obiettivi prefissati.
C’è ancora troppa ritrosia nei confronti di tariffe che possono riempire una buona porzione di quegli invenduti che potrebbero portare tanto beneficio all’azienda.
Prendete una calcolatrice. Immaginate un prezzo che detestate ma che può essere commercialmente accettabile. Prendete i vostri invenduti, consapevoli che talvolta sono determinati anche dalla domanda di mercato, e moltiplicate quel prezzo per quella cifra. Saprete a cosa state rinunciando. Saprete che con quelle cifre vi potreste permettere personale in più o migliorie strutturali.
Se poi siete strapieni e soddisfatti, sappiate che probabilmente potreste vendere a tariffe più alte.
Lo stress da alta stagione esiste, ci mancherebbe. Talvolta siamo bravi a farcelo venire da soli.

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Come sta andando il 2024

Come sta andando il 2024 - Revenue Bros

Come sta andando il 2024, facciamo il punto. Siamo a Luglio, ufficialmente in estate. Ciò vuol dire che abbiamo già passato due macro segmenti dell’anno. La stagione invernale, il picco di altissima in montagna. E la primavera, picco di altissima per le città d’arte.
Alle porte dell’estate, sembra essere chiaro che il 2023 sia stato un anno eccezionale dal punto di vista dei risultati. Spingersi a definirlo irreplicabile è forse eccessivo, tuttavia aspettarsi che quest’anno polverizzi ulteriori record può costare caro a chi muove le tariffe di vendita.
Necessaria quanto ovvia specifica: quando parliamo di rapporto tra un anno e l’altro, presupponiamo sia in funzione di strategie simili, possibilmente applicate dalla stessa mano.
Questo 2024 ci sta dando delle linee guida piuttosto chiare riguardo l’affidabilità del mercato.
Iniziamo col pacificare gli animi. Anche solo pareggiare il risultato di produzione del 2023 è un gran bel lavoro, figuriamoci superarlo. Ci sta quindi che si lasci per strada qualche cosa, sia in termini di occupazione che di ricavi. Questo perché la base dello storico ha reso ancora più audaci prezzi che già avevano toccato picchi massimi. Fattore che va unito alla sana ambizione di migliorarsi sempre.
Lo storico va interpretato, è vero, ma è complesso ipotizzare scenari di mercato in un’epoca così isterica. Abbiamo ragionato sui connotati dell’inflazione ma anche il più esperto analista ha dovuto spalancare le fauci al cospetto del quadro generale. Ora sembra che tutto si stia pian piano riparametrando. Utilizziamo il condizionale perché, per regredire, c’è bisogno che chi vende prenda coscienza della necessità di livellare di nuovo i prezzi verso il basso. Una sorta di violenza psicologica, ancor prima che imprenditoriale. Principalmente il motivo per cui molti finiranno in difficoltà economica. Anche perché i costi, quelli sì, rimangono stabili.
In molti caso hanno (parzialmente) fallito festività, ponti e giorni infuocati. Laddove lo scorso anno si potevano spingere le tariffe verso l’infinito, in questo 2024 ci siamo accorti che il mercato ha una sensibilità alla spesa diversa.
Ancora aspettiamo dati ufficiali sulle presenze, sempre da prendere con le pinze per altro. La sensazione è che la quantità potenziale di viaggiatori sia la stessa, è l’attenzione al portafogli che è diversa. Anche per questo piazze con forte anima business hanno avuto maggiori sicurezze. Poi c’è la famigerata variabile meteo, quest’anno davvero determinante sulla bella stagione, finora.
Detto ciò, lavorando come si deve, montagna e mare andranno ancora alla grande.
Se il 2024 sta andando peggio di quanto vi aspettavate, analizzate le vostre debolezze.
E, quando necessario, abbiate il coraggio di abbassare la tariffa.

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Appartamenti e Pulizie

Appartamenti e Pulizie - Revenue Bros

Appartamenti e pulizie, difficile gestire in autonomia una o più unità abitative.
Iniziamo dal fatto recente; il 19 Giugno 2024 Marta Cantoni, gestrice di una decina di appartamenti in modalità affitto breve, diventa virale grazie a un video in cui mostra la condizione invereconda in cui è stato lasciato un suo appartamento dagli ultimi ospiti.
Sporcizia a livelli estremi, incuria, aria condizionata e riscaldamento accesi contemporaneamente e finestre aperte.
Come a mandare un monito, fare questo mestiere è complesso.
Come a lanciare una provocazione, dite che è facile improvvisare una professione e invece.
Migliaia di visualizzazioni, like e commenti.
Gli appartamenti mono unità sono più complessi da gestire. E questo a prescindere dall’educazione del cliente. Sono di fatto una struttura  con un’unica disponibilità. Lavorare su un prezzo, lo storico è relativo, il margine d’errore è pari a zero, la visibilità online è minima. Tante trappole anche dal punto di vista della gestione. Accoglienza, soggiorni minimi. E pulizie.
Le pulizie sono un duplice problema, di gestione e di percezione.
Se si decide di esternalizzare, le cooperative viaggiano su cifre importanti. Somme che diventano un costo variabile e che quindi finiscono nell’analisi del prezzo di vendita.
Se si decide di assumere una o più persone, quello che diventa un costo fisso dev’essere ponderato in funzione dell’occupazione e della qualità della vendita.
Se costruiamo un prezzo mettendo a parte il costo delle pulizie, il cliente può percepirlo come eccessivamente esoso e quella voce, oltre alla tariffa di vendita, pesa come un macigno. E, quel che è peggio, nelle ricerche online appare una tariffa che poi è lontana da quella finale. Si sente preso per i fondelli.
Lungi da noi asserire che la maleducazione di qualcuno sia legata a una questione meramente economica. Teniamo anche presente che la casistica è nemica della statistica. Per ogni cliente che si comporta male, dieci, venti, cento saranno ligi alle regole della buona creanza.
AirBnb consente di giudicare l’ospite. E questo mette in parte a riparo chi affitta.
Le OTA si guardano bene da quello che sarebbe un passaggio epocale. È un peccato ma è commercialmente comprensibile.
Il nostro consiglio è di studiare alla radice la situazione.
Pulizie esternalizzate o assunzione di personale? Facciamoci i conti perché sappiamo che è raro si eseguano con criterio.
E poi, nostro spassionato suggerimento, cerchiamo di inserire il costo delle pulizie già nel prezzo di vendita.
Ultima nota sull’accoglienza. La domotica ci rende la vita semplice e abbatte i costi. Consegnare e riprendere le chiavi però consente maggior controllo e magari prevenire disastri.
Tutto sta a capire ciò che ci conviene. 

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Il Revenue Management rovina il mercato?

Il Revenue Management rovina il mercato - Revenue Bros

Il Revenue Management rovina il mercato, abbassa i prezzi, svaluta il prodotto.
Dopo più di quindici anni che sentiamo questa manfrina, dagli addetti ai lavori sia chiaro, mai dai clienti, ne abbiamo le orecchie piene.
Ennesima riprova di come tutto si faccia tranne che ascoltare il mercato. Perché, a sentire con attenzione, ciò che ci suggerisce è proprio la necessità di trovare la tariffa migliore nel momento più congeniale.
Ancora tutti spaventati dalle tariffe “basse”, valutate tali su una percezione soggettiva che lascia enormi buchi d’invenduto e crea emorragie nel bilancio. E mai qualcuno che si faccia venire il dubbio, invece, di vendere troppo basso quando potrebbe alzare.
Ma va bene, sono convinzioni così radicate che estirparle è complicato. La paura guida l’animo pavido di chi preferisce fallire piuttosto che accettare determinate condizioni.
Sapete che c’è? Oggi diciamo a gran voce che a rovinare il mercato sono tutti coloro che rifiutano il passo coi tempi, i metodi corretti di lavoro, la giusta strategia commerciale.
Tutti coloro che pensano che studiare e lavorare su una tariffa sia semplice, che guardano le strutture simili nello stesso quartiere e si allineano ai loro prezzi, magari rosicchiando un paio di euro a ribasso.
Che risparmiano sul materiale umano, ignari di quanto fatturato in più potrebbe valere la giusta professionalità al posto giusto.
Le dinamiche di mercato sono cambiate, sapete perché? Perché il cliente ha capito il meccanismo. La finestra di prenotazione si è spostata più sotto data perché una buona fetta degli interessati ormai sa che anche giorno su giorno può trovare un posto letto a una cifra ragionevole. Anzi talvolta più vantaggiosa.
Questo è il risultato di chi ha pensato che il revenue management fosse una barzelletta. Di chi spara prezzi a casaccio e poi, vuoto, sputtana le tariffe per recuperare l’irrecuperabile.
Anni di lavoro e supervisione di centinaia di strutture ci danno la sicurezza che lavorando per tempo una corretta strategia commerciale, muovendo la tariffa ai giusti segnali del mercato, l’occupazione cresce omogenea. Anche su più strutture nella stessa destinazione, anche su strutture completamente diverse da loro. E a quel punto il lastminute è ponderato, la tariffa è equilibrata, ragionata, corretta.
Il revenue management rovina il mercato, certo. Chi si rifiuta di applicarlo.

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Quei competitor malvagi

Quei competitor malvagi - Revenue Bros

Quei competitor malvagi, che saccheggiano i nostri clienti e ci rubano il lavoro.
Sì, signore e signore, siamo ancora in quest’epoca. E forse è un pensiero nocivo che mai lascerà la testa degli addetti ai lavori. Quell’ossessione di guardarsi attorno e fiutare il nemico, spesso dimenticando quanto siamo noi i primi e talvolta unici artefici delle nostre sorti.
Per fortuna facciamo parte di chi ha ricevuto un’educazione professionale sui generis, abbiamo imparato a ragione fuori agli schemi precostituiti. Fino addirittura a vedere nel presunto competitor un alleato.
Laddove la fortuna di una destinazione può anche dipendere dal successo di molti.
Eh ma sta aprendo un nuovo albergo davanti al mio, più bello e più attrezzato. Di sicuro i clienti sceglieranno quello al posto mio, perderò occupazione e fatturato.
Iniziamo col dire che l’unico segmento di mercato che segue queste logiche, quelle del saccheggio, è quello del business. Questo sì, è vero. Si possono trattare commissioni a condizioni migliori o con tariffe a ribasso al fine di accattivare uno o più aziende e convincerle ad accasarsi da noi. Anche in questo caso, tuttavia, bisogna valutare quantitativamente la porzione business e tentare di crearne nuova. Voi solo sapete immaginare quanti clienti, per comodità, prenotano sulle OTA. Potenziali abituali che potrebbero essere sedotti con la giusta intraprendenza.
Per il resto, il mercato è leisure ed è potenzialmente sconfinato.
Per fortuna, l’evoluzione degli strumenti tecnologici in nostro possesso ci ha reso più sfaccettati della differenza di stelle, posizione e prezzo. Ogni struttura viene giudicata per quello che vale.
Il quattro stelle al mio fianco, in tutto e per tutto simile a me, ha una tariffa più bassa?
Vediamo la sua capacità, la sua occupazione previsionale, le tipologie che vende che caratteristiche hanno, che servizi vende, qual è il suo punteggio su Booking.com, quanto è capace lo staff. E poi? Chi ha in casa,
perché magari ha alzato oltre misura pur avendo un gruppo in casa o un evento privato.
Ognuno dovrebbe avere le proprie ragioni, studiate, per elaborare una tariffa.
Sappiate solo che una tariffa sbagliata può indurre un cliente a scegliere di andare altrove. Ma mica davanti a voi e nella traversa a due passi. In una città a sessanta chilometri, in un’altra nazione, in un altro continente.
Quei competitor malvagi potrebbero aiutarci a creare una destinazione, se tutto studiassero bene il mercato e vi si adattassero. Potrebbero creare unità di intenti, scambio di informazioni, di fornitori.
Potrebbero aiutarci a fare squadra, a rendere la nostra voce più potente.

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Esposizione Tariffaria

Esposizione Tariffaria - Revenbue Bros

Una corretta esposizione tariffaria online è alla base del successo commerciale.
È ancora vero, tutt’oggi?
Assolutamente sì, con delle sostanziali differenze rispetto al recente passato.
Le dinamiche di mercato cambiano alla stessa velocità del progresso tecnologico. Esiste ancora chi progetta un viaggio mesi prima, dipende anche dalla destinazione. Oggigiorno la materializzazione di una prenotazione è sempre più sotto data. Il cliente ha capito a fondo i meccanismi di vendita. Chi ha i nervi più saldi ed è disposto ad accontentarsi sa che negli ultimi giorni prima del check-in qualcuno sarà costretto a scendere con le pretese. In questo senso le statistiche online certificano il trend. Una prenotazione ha reale affidabilità da due settimane prima del soggiorno.
Dobbiamo essere bravi a impostare una corretta politica di cancellazione.
Dunque il mercato si è concentrato maggiormente su una finestra prenotativa sotto data.
L’importanza di una corretta e tempestiva esposizione tariffaria online rimane invariata. La variabile temporale è ancora la più importante all’interno di ogni valutazione commerciale.
Mettendoci in vendita con il giusto tempismo, otteniamo i seguenti vantaggi:
– Aumentiamo visibilità. E mica solo sulle OTA. Ricordiamoci che avere un mezzo come internet che grida al mondo che ci siamo è il commerciale più grande che abbiamo a disposizione. Senza internet, il telefono smetterà presto di squillare.
– Diamo la possibilità alla tariffa di crescere. Avere diversi mesi in un cui analizzare la pressione del mercato ci consente di partire cauti per poi alzare. Di centellinare il contingente di unità che vogliamo vendere. Di annusare l’aria che tira e correggere la mira.
C’è chi crede che in una settimana o in pochi giorni si possano fare miracoli. Che basti mettere una pezza con un prezzo stracciato a correzione di un errore a rialzo.
Soprattutto nelle stagioni più scariche o quelle spalla, comunicare al mondo che siamo disposti ad accoglierli è fondamentale. Anche raccogliendo quel poco che possiamo.
E le cancellazioni sono un problema?
Certo sarebbe bello se tutti onorassero ogni prenotazione.
Anche una cancellazione è un segnale d’acquisto. Qualcuno ci ha visto e ci ha scelto. Perché ha cambiato idea è d’importanza relativa.
Abbiamo strutture la cui capacità è spesso più grande di quella reale. Perché le cancellazioni ci costringeranno a vendere più unità di quelle che abbiamo, nel flusso fisiologico di intercambio con nuove prenotazioni che le vanno a sostituire. E, in tutto questo, la tariffa punta sempre verso l’alto senza interrompere il suo incedere.
L’esposizione tariffaria online consente tutto ciò, l’analisi più approfondita e il lavoro sul prezzo. Rimarrà sempre cardine all’interno di qualsiasi strategia commerciale.

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