Quei competitor malvagi

Quei competitor malvagi - Revenue Bros

Quei competitor malvagi, che saccheggiano i nostri clienti e ci rubano il lavoro.
Sì, signore e signore, siamo ancora in quest’epoca. E forse è un pensiero nocivo che mai lascerà la testa degli addetti ai lavori. Quell’ossessione di guardarsi attorno e fiutare il nemico, spesso dimenticando quanto siamo noi i primi e talvolta unici artefici delle nostre sorti.
Per fortuna facciamo parte di chi ha ricevuto un’educazione professionale sui generis, abbiamo imparato a ragione fuori agli schemi precostituiti. Fino addirittura a vedere nel presunto competitor un alleato.
Laddove la fortuna di una destinazione può anche dipendere dal successo di molti.
Eh ma sta aprendo un nuovo albergo davanti al mio, più bello e più attrezzato. Di sicuro i clienti sceglieranno quello al posto mio, perderò occupazione e fatturato.
Iniziamo col dire che l’unico segmento di mercato che segue queste logiche, quelle del saccheggio, è quello del business. Questo sì, è vero. Si possono trattare commissioni a condizioni migliori o con tariffe a ribasso al fine di accattivare uno o più aziende e convincerle ad accasarsi da noi. Anche in questo caso, tuttavia, bisogna valutare quantitativamente la porzione business e tentare di crearne nuova. Voi solo sapete immaginare quanti clienti, per comodità, prenotano sulle OTA. Potenziali abituali che potrebbero essere sedotti con la giusta intraprendenza.
Per il resto, il mercato è leisure ed è potenzialmente sconfinato.
Per fortuna, l’evoluzione degli strumenti tecnologici in nostro possesso ci ha reso più sfaccettati della differenza di stelle, posizione e prezzo. Ogni struttura viene giudicata per quello che vale.
Il quattro stelle al mio fianco, in tutto e per tutto simile a me, ha una tariffa più bassa?
Vediamo la sua capacità, la sua occupazione previsionale, le tipologie che vende che caratteristiche hanno, che servizi vende, qual è il suo punteggio su Booking.com, quanto è capace lo staff. E poi? Chi ha in casa,
perché magari ha alzato oltre misura pur avendo un gruppo in casa o un evento privato.
Ognuno dovrebbe avere le proprie ragioni, studiate, per elaborare una tariffa.
Sappiate solo che una tariffa sbagliata può indurre un cliente a scegliere di andare altrove. Ma mica davanti a voi e nella traversa a due passi. In una città a sessanta chilometri, in un’altra nazione, in un altro continente.
Quei competitor malvagi potrebbero aiutarci a creare una destinazione, se tutto studiassero bene il mercato e vi si adattassero. Potrebbero creare unità di intenti, scambio di informazioni, di fornitori.
Potrebbero aiutarci a fare squadra, a rendere la nostra voce più potente.

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