La Paura delle Tariffe Alte

Avete mai avuto paura delle tariffe alte?
Abbiamo appena messo alle spalle Pasqua e abbiamo davanti mesi importanti, soprattutto per le città d’arte e il mare. La montagna segue a ruota e si difende, l’estate è diventato un periodo caldissimo anche quando gli impianti sciistici vanno in letargo. Insomma ci si frega le mani. Il periodo storico è propizio, ne abbiamo più volte parlato. Perciò, con la dovuta logica, il margine per alzare i prezzi è ampio. Il mercato si è espresso in tal senso, dando più volte prova di esser disposto a toccare picchi vertiginosi.
Tutto bene quindi, vero?
Sì, certo. Fin quando però ci troviamo al cospetto di un’altra paura molto comune, quella delle tariffe alte. Diametralmente opposta allo spauracchio del prezzo stracciato e della bassa occupazione. Eppure altrettanto vivida, paralizzante.
Come faccio a giustificare una prenotazione a 250 euro quando di solito vendo a 100? D’altronde è la stessa camera, gli stessi servizi, la stessa colazione, lo stesso staff. Si accorgeranno che sono una frode, si lamenteranno, lasceranno una recensione negativa!
Se avessimo un centesimo per ogni volta che abbiamo assistito a queste paturnie.
Il fatto clamoroso è che spesso questo timore rappresenta il freno che blocca le tariffe e non permette loro di superare una certa soglia. Quando si dice, fasciarsi la testa prima che si sia rotta.
La reazione è il tentativo di anticipare una lamentela che ancora è solo nella testa di chi la immagina.
Iniziamo col definire un concetto: nessuno punta una pistola alla tempia di chi acquista. Se una tariffa è ritenuta congrua, viene accettata. Anche fosse una sola all’interno di un anno. Se è funzionale al momento in cui ci verifica e va a completare un’occupazione soddisfacente, rappresenta un lavoro ben fatto.
Diamo un po’ di credito a chi ci sceglie perché l’acquisto è il risultato di una ricerca, spesso anche meticolosa.
La bontà del nostro operato dovrà essere quella di sempre. E il nostro brand varrà quanto merita perché le stesse qualità per cui siamo apprezzati sempre, varranno a prescindere dalle oscillazioni tariffarie.
Certo si può decidere di imbellettare il prodotto quando il ricavo medio cresce. Offrendo qualcosa in più, anche fosse solo un late check out o una bottiglia di spumante.
Suggeriamo però di valutare in primis le esigenze del cliente, prima di anticiparle in modo arbitrario. L’analisi deve basarsi su impulsi esterni, mai su una nostra fantasia soggettiva.
La tariffa alta è solo quella che non materializza. Altrimenti è solo corretta.
La paura delle tariffe alte è nella testa di chi vende.
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