Festività, record, problemi

Festività, record, 2022, problemi.
Buon anno, innanzitutto. Avete notato l’amarezza con cui si tende a salutare l’anno passato? Vi sarete fatti, temo, un giro sui social. Dove imperversano reel, meme e trovate di ogni tipo. Comicità amara, sarcastica su tutto ciò che è stato. Essere felici forse fa ridere poco, crea meno personaggi. Certo il 2022 è stato un anno complesso, sorprendentemente tragico per via della guerra.
Ma possibile che sia andato così male a tutti da voler correre verso il 2023?
Il record di queste festività è solo il coronamento di un’annata importante. Iniziata sghemba, certo, dopo i primi mesi ancora azzoppati dalla pandemia. Poi però la ripresa è stata forte, costante. E il bicchiere mezzo vuoto lo si può anche osservare, notando l’incidenza folle dei costi energetici sulle nostre vite. Ma quello mezzo pieno ci ha ridato la gioia di vivere, di viaggiare, di assistere ai concerti, agli eventi, di popolare di nuovo le strade di tutto il mondo.
Natale si conferma momento anche di viaggio, oltre che di raduni familiari. Capodanno fa i botti con il fatturato. Anche se è caduto nel giorno peggiore del calendario, il sabato. Trasformando il primo Gennaio in una banale domenica e rendendone la commercializzazione più complessa. Ciò che ha perso nei giorni spalla però l’ha guadagnato a botta secca sul 31 Dicembre. Turismo, record.
Ricordate, per esempio, un’altra stagione che per sei mesi ha regalato sole e bel tempo? Da Maggio a Ottobre, persino parte di Novembre e Aprile. Ovunque si andasse c’era gente disposta a spendere. L’inflazione si è fatta sentire, tutto è aumentato (anche ciò che ha poco valore oggettivo).
Record destinati a morire dove son nati? A giudicare dal previsionale 2023 tutt’altro. Il fermento è ancora in piena, il tempo ci dirà quali abitudini si sono modificate al punto da radicarsi. Quale sarà la nuova normalità. Un folle si azzarderebbe a previsioni certe sul futuro.
Problemi. Ce ne sono tanti, certo. Alcuni dipendono da terzi.
Per esempio: abbiamo girato per Roma, capitale del regno italico, durante il periodo delle festività. E abbiamo girato a Vienna, nello stesso periodo. Assurdo fare paragoni. La capitale austriaca è un’esaltazione totale del Natale. Roma è un tentativo scarico di celebrarlo. E sì che qualche iniziativa in più si è vista. Da qualche parte bisogna (ri)cominciare.
Ma tanto da noi i turisti vengono per grazia ricevuta, che importa.
Problemi. Nostri. Che ancora pensiamo che la tariffa si faccia tirando i dadi e guardando i competitors. Che le restrizioni garantiscano la scelta della clientela migliore. O che, peggio ancora, non possiamo influire sui nostri successi.
Se il 2022 è andato male, per qualche ragione, mettiamoci in discussione.
Il 2023 promette bene. E auguriamo che sia per tutti così.
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