Revenue

strategie di mercato profittevoli

Conoscere gli strumenti

conoscere gli strumenti - Revenue Bros consulenza alberghiera

Imparate a conoscere gli strumenti che utilizzate.
Può sembrare una banalità ma diamo per scontati troppi meccanismi nella gestione della vendita. Ed è forse uno dei motivi alla base del dissenso che crea il pagamento delle famigerate commissioni.
Sapete quanto impegno e soldi mettono questi colossi per provare a studiare il mercato e adattare le funzionalità informatiche dei loro strumenti per intercettarlo?
Le extranet delle OTA sono piene di informazioni, numeri, dati, ipotesi. Eppure nella nostra carriera troppo spesso ci è capitato di incontrare imprenditori, gestori e membri dello staff completamente ignari del tesoro che avevano a loro disposizione.
Perché è vero che la commissione che pagate è in funzione delle vendite prodotte. E quindi ciò che sborsate è sulla materializzazione di un risultato. Altrettanto vero però è che ciò che pagate genera un’infinità di meccanismi che poi sono alla vostra portata. Qualche click, un po’ di tempo speso a leggere e ne saprete più di prima.
Anzi, ne saprete più di loro.
Loro, chiunque siano, hanno uno sguardo parziale, concentrato sulle loro informazioni, volte ai loro interessi. Voi avete la vostra struttura nella sua interezza. L’online e l’offline sono due poli solo apparentemente opposti, alla fine confluiscono in un unico imbuto. Il vostro studio sarebbe parziale se toglieste anche solo un tassello.
Ciò che poi sembra incoerente è l’atteggiamento generale dei vari interlocutori.
Da un lato buona parte degli albergatori che si lagnano perché le OTA chiedono troppi soldi. Si arrabattano per scovare alternative impossibili e poi cedono ai consigli alle volte strampalati dei beneamati account manager. Sì, alla fine della giostra si finisce per cedere alla necessità dell’online, com’è corretto. Ciò che lascia dubbi è le modalità del suo utilizzo.
Ed eccoci dall’altro lato, quello di chi promuove l’albergo tramite OTA. Fidatevi perché abbiamo conversato con un’infinità di loro. Preparati come avessero imparato un libretto di istruzioni a pappagallo, puntualmente vi bombardano degli stessi suggerimenti. Sconti speciali, promozioni particolati, circuiti elitari. E non rimborsabilità. Quando poi se ne vanno in televisione e invogliano il cliente con la promessa di una cancellazione gratuita.
Conoscere gli strumenti che utilizzate vuol dire avere potere sugli stessi. Comprendere chi può farvi comodo, nei modi che ritenete opportuni.
Se la sensazione è che abbiate perso il controllo della commercializzazione del vostro prodotto, date retta all’istinto.
Accettate i consigli ma create una solida base di conoscenza che vi consenta di prendere decisioni con cognizione di causa.

Vendere bene la ristorazione, leggi il nostro articolo!

Rimani aggiornato, segui Revenue Bros su Linkedin!

crediti immagine pixabay

Conoscere gli strumenti Leggi tutto »

La disintermediazione costa

La disintermediazione costa, che vi credevate.
Dare le commissioni alle OTA continua a equivalere a una ruvida spina infilata nella carne, già. Identificando questa strada come la peggiore nell’universo scibile.
Eh bisogna disintermediare, così si campa alla grande. E allora, invece di percorrere una comoda strada dritta, ci si appiglia a qualsiasi stratagemma. Sconti e sconticini sul sito, migliaia di euro in pay-per-click, campagne infruttuose che sparano in un mucchio ignoto e molto poco interessato. Poi però se l’account manager dell’OTA di turno telefona per raccontare la nuova grande promozione, quella che dà visibilità e ricchi cotillon, tutti pronti ad abboccare. Perché sennò chi ci compra.
La disintermediazione costa in termini di fatica, sia chiaro. Perché presuppone un lavoro di raccolta dati e di commerciale importante.
Detto già a più riprese come la parità tariffaria sia la condizione di vendita migliore, possibilmente con un numero esiguo di canali online ben mirati, vediamo come comportarci per farla germogliare.
Una struttura solida ottiene una buona visibilità grazie a una giusta politica commerciale e, soprattutto, ai giusti prezzi. Quelli che intercettano a dovere il mercato. La materializzazione delle prenotazioni concretizza una buona, un’ottima brand reputation. La struttura si fa conoscere e grazie anche a un sito ben studiato porta il cliente ad apprendere aspetti della sua realtà che le OTA hanno poco interesse a promuovere. Servizi, servizi, servizi. Vi interessa venderli, giusto?
E già qui ci fermiamo. Sapete con esattezza i connotati dei vostri clienti? Età media, nazionalità, indice medio di soggiorno, motivi del pernottamento. Questi sono già indizi fondamentali per pensare di creare un ponte diretto con loro. Adattandovi alle loro necessità, cucendo l’esperienza sulle loro silhouette.
Avete la percezione di quanti contatti vi crea la visibilità online? Anche solo l’essere in vendita in modo corretto su Booking.com, su Expedia e compagnia bella.
Quante email, telefonate, passaggio diretto crea quella scintillante vetrina?
Ecco che disintermediare costa fatica. Perché la reception e chi si occupa delle vendite devono studiare, analizzare dati, captare sensazioni, impulsi, modellare domande ed elaborare risposte.
Rifiuti per occupazione, per tariffa, esigenze, lamentele, complimenti.
Faldoni e file di intelligence che vi guidano verso la vendita diretta, nel migliore dei modi. Per trovare l’equilibrio tanto desiderato tra intermediazione e disintermediazione.
Oh, vi dico cosa c’è scritto nell’ultima pagina del libro. Le OTA rimangono in vita.
Disintermediare costa.

Le insidie dell’online, leggi il nostro articolo!

Dai un’occhiata ai nuovi video sul canale YouTube!

crediti immagine pixabay

La disintermediazione costa Leggi tutto »

Vendere più a meno o meno a più?

Vendere più a meno o meno a più? - Revenue Bros

Vendere più a meno o meno a più?
Vi siete fatti questa domanda, da imprenditori, almeno una volta. E ve la starete facendo anche sulla coda di questa estate, decifrabile in maniera differente a seconda delle situazioni e del contesto.
Ma i conti pesano al pari dei costi ed è un momento complesso in questo senso. Un parametro di produzione che prima portava un determinato ricavo oggi assottiglia i guadagni. Eppure più a meno o meno a più è un cruccio ben più antico della pandemia e dell’inflazione.
Quindi oggi ve la raccontiamo in modo molto basilare, sia mai che a qualcuno possa far comodo.
Parliamo di unità abitative (potete traslare al contesto che più vi aggrada). E prendiamo per buono l’assunto che abbiate fatto il massimo possibile per avere un controllo di gestione degno.
1) Ho 50 unità, i miei costi fissi sono X e restano tali a qualsiasi tasso di occupazione. 
2) La vendita di un’unità mi costa Y. Il prezzo di vendita dev’essere superiore a Y. Altrimenti commercialmente sto facendo un disastro.
3) La differenza tra prezzo di vendita e i costi variabili va a coprire i costi fissi e, si spera, a creare il nostro guadagno.
Teoria inattaccabile che deve fare i conti con il mercato. Perché, in tutto ciò, c’è da considerare che il mercato compra ciò che ritiene adeguato alle sue esigenze.
Ed ecco che subentra la componente umana. Il rifiuto, anche conti e mercato inesistente alla mano, di vendere sotto certe cifre.
Facciamo i conti, qualsiasi stellaggio, posizione, città e pretesa vi identifichi.

Vendiamo meno a più:
Ho 50 unità, il mio costo X mensile è 50.000, il mio costo Y è 25 per unità.
Vendo 20 unità al giorno a 100.
100X20X30 = 60.000.
Il costo Y equivale a 20X30X25 = 15.000.
15.000+50.000 = 65.000. Siamo sotto di 5.000.

Vendiamo più a meno:
Ho 50 unità, il mio costo X mensile rimane 50.000, così come il costo Y a 25 per unità.
Vendo 40 unità al giorno a 70.
40X70X30 = 84.000.
Il costo Y questa volta sarà 40X30X25 = 30.000.
30.000+50.000 = 80.000. Siamo sopra di 4.000.

I conti sono facili da fare, che ne dite?
Ci sono tante variabili da considerare. Le commissioni delle OTA, tanto per cominciare, variabile che si può ipotizzare su una buona base di storico.
C’è anche da considerare però che i prezzi devono variare e, così facendo, è quasi impossibile mantenere la stessa tariffa per ogni unità e giorno.
Ma questi sono già discorsi più articolati.
Liberate la mente attraverso i conti, lasciate perdere i competitor, i presunti trend, il vostro orgoglio e le vostre pretese.
Se potessimo vendere tutto a più, sarebbe fantastico.
Se costretti, vendere meno a più, con criterio, conviene.

Aumentare la qualità delle vendite: come? Leggi il nostro articolo!

Dai un’occhiata ai nuovi video sul canale YouTube!

crediti immagine pixabay

Vendere più a meno o meno a più? Leggi tutto »

La lettura dello storico

La lettura dello storico - Revenue Bros consulenza alberghiera

La lettura dello storico è uno dei principi fondanti della disciplina commerciale.
Quindi attenzione perché va fatto per bene.
Scontato dire che, in fase di costruzione della tariffazione di partenza, lo storico sarà l’indicazione più utile a guidare i nostri prezzi iniziali. E se per qualcuno è tutt’altro che scontato, ancora meglio. C’è sempre tempo per imparare.
Attenzione, quando diciamo che lo storico è una guida, possiamo anche sottintendere che possa raffigurarne una errata. Perché lo storico è il frutto di una specifica applicazione di una tecnica commerciale. Perciò se è fallata in qualche misura, avete capito il resto.
Ciò che più ci preme specificare, alle porte del mese turisticamente più caldo dell’anno, è la crucialità della lettura dello storico in sovrapposizione del consuntivo dell’anno che corre.
Ci spieghiamo meglio: lo storico è la scintilla che innesca la tariffazione di partenza tanto quanto il parametro di valutazione dei nostri successi. La comparazione tra un anno e l’altro certifica la bontà del nostro operato.
E se, quindi, ho fatto peggio dello scorso anno?
Ci sono errori nostri e situazioni contingenti al mercato.
Ah, una piccola precisazione. Quando parliamo di dati relativi al mese, parliamo di fatturato lordo sul mese. Lasciamo i corrispettivi ai commercialisti. Se incassiamo su Agosto una prenotazione di Settembre, questa va a finire nella casella di Settembre.
Tutto chiaro?
Torniamo a noi. I nostri errori, alle volte veniali, sono abbastanza semplici da rilevare, soprattutto se siamo noi a manovrare i prezzi. Capiamo subito quando avremmo dovuto osare un pizzico in più o quando invece ci siamo fatti trasportare un po’ troppo dall’entusiasmo.
Eppure ci sono volte in cui il nostro massimo sforzo ha prodotto meno dell’anno passato.
E allora leggiamo lo storico, per bene.
Si sono ripetuti gli stessi eventi? Concerti, festività, matrimoni, gruppi.
La meteorologia è stata identica?
Occupazione e ricavo medio come sono rispetto all’anno passato? Migliore occupazione con ricavo medio inferiore o viceversa?
Evitiamo di farci prendere dal panico se qualcosa ha mancato le nostre aspettative.
La lettura dello storico va compiuta con dovizia.  E, come sempre, facciamo bene i conti.

Leggi un altro articolo di formazione: Lo sconto

Dai un’occhiata ai nuovi video sul canale YouTube!

crediti immagine pixabay, revenue bros

La lettura dello storico Leggi tutto »

Barbenheimer, la resurrezione del cinema

Barbenheimer, la resurrezione del cinema - Revenue Bros

Barbenheimer, la resurrezione del cinema.
Forse.
Barbie contro Oppenheimer, ludico contro storico, commerciale contro autoriale.
Se avete vissuto anche solo un minuto delle scorse settimane, siete stati catapultati dentro il tormentone.
In questo periodo d’inflazione e di curiose vacche grasse, quasi tutti avevano beneficiato dell’arricchimento del mercato. Tranne il cinema. Industria antica, a corto di spunti creativi, la settima arte fatica a rinnovarsi e proporsi a contrasto con i tempi che cambiano. Ma poi arriva il Barbenheimer e si viaggia all’indietro fino all’epoca d’oro di Hollywood.
A differenza dell’Italia, dove l’uscita dei due film avverrà in due momenti separati, negli Stati Uniti e in gran parte del Mondo le due pellicole hanno debuttato nello stesso weekend. Quella che doveva essere una battaglia stilistica è diventata la scintilla per rivitalizzare un movimento in difficoltà. I grandi nomi dell’industria, da Tom Cruise a Tarantino, hanno parteggiato per entrambi i film, scegliendo l’epica doppietta di visioni la sera stessa dell’uscita. Il messaggio è chiaro: torniamo a popolare le sale, preserviamo la grande balena bianca.
Dopo un paio di settimane scarse, Barbie è a quota 775 milioni d’incasso in tutto il mondo. Oppenheimer più di 400 milioni.
La resurrezione del cinema!
Beh.
Barbie, oltre ad avvalersi di uno dei marchi più famosi del pianeta, ha lanciato una campagna promozionale dal budget pressoché illimitato. Partita da lontano e ricca di iniziative che meriterebbero uno studio di guerrilla marketing a parte. Ha un cast da sogno e la bravura di sfruttare in modo accattivante (e scaltra) tematiche molto attuali.
Oppenheimer è diretto da uno dei registi più grandi di questa epoca. I cui incassi degli ultimi quattro film al botteghino sono i seguenti: Dunkirk 525 milioni di dollari, Tenet 365 milioni di dollari, Interstellar 677 milioni di dollari, Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno 1 miliardo di dollari.
Il cinema è sempre la stessa macchina asmatica e farraginosa. Gli esercenti e i produttori fanno sempre le stesse cose. Stanno solo godendo del frutto del grande lavoro di qualcun altro.
Tom Cruise e Quentin Tarantino andranno comunque al cinema a vedere film, anche se al posto di Barbie e Oppenheimer daranno Giovannona Coscialunga. È il loro mestiere, la loro passione.
Chiuso questo rubinetto, rimarrà ben poco.
Per cambiare un sistema bisogna affondare alla radice del problema e sovvertirne le logiche. E di questo fatichiamo a vederne traccia.

Vuoi leggere il nostro precedente articolo sul cinema? Eccolo!

Rimani aggiornato, segui Revenue Bros su Linkedin!

crediti immagine Revenue Bros, logo Barbie Mattel

Barbenheimer, la resurrezione del cinema Leggi tutto »

Le insidie dell’online

Le insidie dell’online - Revenue Bros

Quante insidie l’online.
Siamo nel pieno dell’estate 2023, la pandemia è alle spalle e l’inflazione sta spingendo l’economia mondiale verso picchi impensabili. Quella che si pensava potesse essere una bolla anomala, almeno a oggi, pare essere una riparametrazione del mercato.
Tutti contenti? Più o meno. Le lamentele ci sono sempre, da più parti. Ma fin quando tutti comprano, difficile porsi davvero il problema.
Sono ormai quindici anni che lavoriamo nel settore, abbiamo passato diverse ere. Il mondo va sempre più veloce. E l’online, come la tecnologia, si evolve fagocitando la percezione del tempo.
Vendere online, però, è diventato ancora più complicato. Perché il mercato si rivolge al cliente, com’è ovvio che sia. Ma il punto di vista tra l’intermediario e il fornito sono ormai distanti anni luce.
Ci piacerebbe chiedere, in ambito alberghiero, se la vecchia parity rate è almeno un pizzico rimpianta. Sebbene ancora applicabile, almeno in teoria, oggi è praticamente impossibile mantenerla.
Il pericolo online più grande sono gli innumerevoli portali che faticano a concedere trasparenza di servizio. Piattaforme che, attraverso sconti e rinunce di commissione, lanciano online prezzi sconclusionati e diversi tra loro. Si fanno concorrenza e pensano al loro tornaconto.
Oggi sperare che si crei una tariffa e che questa si mantenga intatta alla ricerca online è utopia.
Soluzione?
Certo che c’è. Semplice anche se, purtroppo, molti la rifiutano.
Scegliere pochi, pochissimi partner. E lavorare bene su quelli, alle nostre condizioni.
Nella maggioranza delle occasioni, se arriviamo a un paio di OTA più il sito è grasso che cola.
L’online è pieno di insidie ma siamo noi a crearle. Permettiamo a terzi di gestire le nostre vendite, convinti che in loro assenza soffriremmo. E se invece analizzassimo i numeri ci accorgeremmo che, nella maggior parte dei casi, sono loro il freno a una migliore qualità del ricavo medio.
Studiate, analizzate. La strada vi si spalancherà davanti.
Abbiate coraggio, premia sempre.

La qualità del lavoro professionale, leggi il nostro articolo

Dai un’occhiata ai nuovi video sul canale YouTube!

crediti immagine pixabay

Le insidie dell’online Leggi tutto »

Aumentare la qualità delle vendite

Aumentare la qualità delle vendite - Revenue Bros

Aumentare la qualità delle vendite è possibile?
Obiettivo, più che domanda, di tutti gli imprenditori.
Vi è noto, siamo specializzati nel settore alberghiero. Ed è uno dei migliori dove esercitarsi nella gestione dei prezzi. Perciò l’esempio di riferimento è quello. Sebbene siamo piuttosto sicuri di poter associare certe pratiche più o meno a tutti i campi dell’economia mondiale.
Ragioniamo sul percorso, più che sull’obiettivo. Per dimostrare come la ricerca dell’aumento della qualità delle vendite, del ricavo medio se preferite, può avvenire in modo fisiologico. Ben lontana dall’essere una decisione di pancia, un’imposizione al mercato che decide lui a che condizioni venire, se glielo concedete.
Dovreste ormai sapere che dietro a un prezzo ci sono tante considerazioni. Quanto mi costa e a quanto, in quel determinato momento, il mercato è disposto ad acquistare. Variabile temporale, sua maestà. Allora, certezze matematiche alla mano, ci si espone al mondo con una tariffa. Quella di partenza. Certo, perché se vendiamo una camera dobbiamo per forza ragionare in un’ottica di crescita. Può anche capitare di rimanere stabili, ma è un’anomalia. Alla pressione della domanda, si alza. Finché si trova il giusto equilibrio e la vendita migliore. L’insieme di tutto crea un ricavo medio. Se la nostra occupazione è soddisfacente, abbiamo fatto un buon lavoro.
Eh ma qui si vuole alzare il ricavo medio!
Certo, giusto. Tutti lo vogliamo. Sarebbe meglio notare anche la statistica dell’occupazione, perché altrimenti vendiamo bene ma poco. E quello ci piace meno.
Arriviamo però, se siamo bravi, a capire qual è il nostro margine di occupazione.
Per assorbire queste conoscenze ci vuole pratica e tempo. Lo storico ci dà dei paletti. Sarebbe il massimo avere statistiche quali rifiuti per occupazioni e rifiuti per tariffa. Ogni volta che abbiamo detto di no perché già pieni o ci hanno rimbalzato perché la richiesta era troppo esosa.
A quel punto abbiamo tutto. Quando andiamo a ricreare la nostra bella tariffa di partenza, sappiamo di avere due strade. Mantenerla invariata, pronti ad alzare con più solerzia. Oppure rosicchiare qualcosa a rialzo all’inizio, essendo (chissà) più cauti nei rialzi.
Ci si preoccupa che si venda troppo a tariffe minime e poco a tariffe massime. La verità è nel mezzo. Perché la maggioranza delle vendite sarà fatta a metà tra queste due. Ed è quello il nostro focus. Trovare l’equilibrio e concentrarci su quello.
Così da aumentare, in modo fisiologico, la qualità delle vendite.

Tariffe per un evento irripetibile, leggi il nostro articolo

Dai un’occhiata ai nuovi video sul canale YouTube!

crediti immagine pixabay

Aumentare la qualità delle vendite Leggi tutto »

Il cinema è in perenne crisi

Il cinema è in perenne crisi - revenue bros

Il cinema è in perenne crisi.
La pandemia gli ha dato la spallata decisiva verso la depressione, innescando meccanismi che allontanano le nuove e le vecchie generazioni dal contatto più puro con la settima arte.
Evitando di inerpicarci nell’analisi dei meccanismi sociologici che hanno causato questa frattura, segnaliamo due iniziative recenti volte a riportare la gente in sala.
La prima è Cinema in festa, spettacoli a 3 euro e 50 per cinque giorni. Chiaramente laddove le sale aderissero. La proposta va in giro da almeno vent’anni, sotto diversi nomi. E, guarda caso, crea discreti flussi di presenze.
Sarà il prezzo? Chissà.
Ad aggiungersi a quest’estate piena di kolossal americani che promettono record al botteghino, il nostro ministero della cultura rilancia. Cinema Revolution. 3 euro e 50 per tutti i film italiani ed europei, dal 16 Giugno al 16 Settembre. L’estate è storicamente un periodo complesso per le sale, la gente preferisce l’aria aperta, il mare. Tanto che per un lungo periodo gli esercenti avevano deciso di slittare molte uscite americane, proprio per evitare flop commerciali. Salvo poi rendersi conto che la pirateria li avrebbe in ogni caso causati.
Cinema Revolution è supportato dai fondi nazionali. Perciò lo spettatore pagherà la quota citata e le sale riceveranno altri 3 euro dalla casse dello stato. Chi dovesse aderire, s’intende. Riducendo, in ogni caso, la spesa media di un film di un paio di euro. Considerano il prezzo medio dei nostri grandi schermi attorno agli 8 euro.
Insomma, si abbassa il prezzo.
Ma vorrai vedere che è tutto lì?
Cinema Revolution lancia, involontariamente, la differenziazione di prezzo nei cinema. Dove, chissà per quale motivo, tutti i film costano lo stesso. Dallo sconosciuto al più rinomato. E poi ci si meraviglia che la gente esca solo per vedere Avatar in 3D, quando a casa con lo stesso prezzo (spesso anche meno) si paga un mese di streaming legale su una qualsiasi piattaforma.
All’industria cinematografica mancano idee commerciali, prima di tutto. La sensibilità di considerare il prodotto sotto un’ottica differente. Ricalibrare l’esperienza, trasformando le sale in un motivo valido per uscire di casa.
Il prezzo però rimane cardine. E mica solo quello dei biglietti, che pure rappresentano il traino principale.
Fatevi sempre questa domanda, signori: meglio tanto da pochissimi o poco da tantissimi?
Il cinema dovrebbe sfruttare a pieno il suo potenziale di crosselling. Con una sala piena e la giusta definizione di prezzo, anche il bar venderebbe assai di più.
Il cinema è in perenne crisi perché chi gestisce le sale è incapace di adeguarsi ai tempi che corrono.
E perché costa troppo rispetto a quanto la gente è disposta a offrire.
È davvero così semplice.

Italia: Open to , leggi l’articolo

Rimani aggiornato, segui Revenue Bros su Linkedin!

crediti immagine pixabay

Il cinema è in perenne crisi Leggi tutto »

Lo sconto

Lo sconto - Revenue bros cunselenza alberghiera

Applicate lo sconto?
Domanda a bruciapelo, semplice eppure così complessa da richiedere infiniti studi a riguardo. Perché lo sconto è strategia, è ultima spiaggia dopo un fallimento, è aggiustamento.
Cerchiamo di farla semplice, nel ricordare che nella vendita è sempre una questione di momenti. Dipende.
Tralasciamo la necessità di stracciare un prezzo che ha mancato l’obiettivo. Capita a tutti, riuscire a comprendere la necessità di rivedere le proprie idee è fondamentale.
Ma lo sconto può essere strategia commerciale?
Ci sono due macro forme di vendita. Quella diretta e quella online. Viaggiano parallele ma vivono di regole differenti.
L’online è una vetrina potenzialmente infinita, finestra da cui si affacciano anche molti clienti che ambiscono a diventare diretti. I portali di vendita si poggiano su regole, algoritmi, dogmi e idee che alle volte vanno solo accettati e seguiti.
Molti sostengono che lo sconto sia più attraente per il mercato. Dà la percezione di pagare meno qualcosa che vale di più.
Eppure, nel mare magnum di proposte, ci sono così tante variabili da considerare che sarebbe superficiale credere che un semplice prezzo sbarrato o una percentuale di risparmio siano da soli in grado di guidare verso la materializzazione di un acquisto. A funzionare, online, sono una solida brand reputation, un insieme di caratteristiche che si confanno alle necessità di chi compra. E poi il prezzo.
E al telefono?
Riteniamo errato concedere uno sconto a prescindere. Dipende dalla data, dal momento in cui viene richiesta, dalla disponibilità totale. È un errore considerare uno sconto procedurale, solo per arrivare a dama.
Ma come, lavoriamo per studiare il mercato, rimestiamo nei nostri errori, facciamo tesoro delle nostre esperienze. Un prezzo deve essere il prodotto di un’attenta e meticolosa analisi. E poi, che facciamo, lo scontiamo?
Fatevi le giuste domande.
Lo sconto, in generale, è ammettere che abbiamo sbagliato a scegliere una tariffa.

Prevendita, leggi il nostro articolo

Dai un’occhiata ai nuovi video sul canale YouTube!

crediti immagine pixabay

Lo sconto Leggi tutto »

L’Evento Irripetibile (la Casistica Springsteen)

L’Evento Irripetibile (ovvero la Casistica Springsteen) - Revenue Bros

Avete avuto mai a che fare con un evento (turisticamente) irripetibile?
Il nostro lavoro raramente è fatto di dogmi insindacabili. Anzi, molto più spesso, è composto da casistiche.
Come affrontare questo genere di situazioni a livello tariffario?
L’evento irripetibile è un caso di studio affascinante, a noi piace chiamarlo la casistica Springsteen. In ovvio riferimento al mitico Bruce che da più di cinquant’anni domina il panorama musicale mondiale.
Nello specifico, l’evento irripetibile è associato a destinazioni inusuali per concerti di cartello di questo tipo.
Quest’anno, neanche a farlo apposta, Springsteen tocca tre tappe italiche. Roma, Ferrara e Monza. E se su Roma la domanda si spalma lungo un territorio sconfinato, le altre due sono realtà meno conosciute e geograficamente più contenute. Il che rende ogni unità abitativa un bene di lusso.
All’inizio, molti si affacceranno online e cercheranno di capire cosa fanno gli altri. Sperando che il primo a proporre il fantomatico prezzo sia anche in grado di sciogliere il paradosso dell’uovo e della gallina.
Se proprio l’argomento relativo all’evento irripetibile vi è ignoto, piuttosto è costruttivo utilizzare il web per capire qualcosa in più sui numeri dell’artista. Quanto costa un biglietto per il suo concerto, quanto seguito ha, quante date concede all’interno di un territorio.
Guardatevi poi allo specchio. La vostra brand reputation, i vostri ricavi medi, la vostra location. A quel punto prendete la data di maggior successo in termini di occupazione e produzione. Formate un punto di partenza. Attenzione, non stiamo dicendo che deve essere esattamente quello il prezzo. Potete persino moltiplicarlo. Ma è qualcosa di concreto su cui poggiarsi.
L’evento irripetibile richiede cautela e sperimentazione. Motivo per cui, soprattutto quando si aprono gli argini della vendita, è opportuno concedere poche unità allo stesso prezzo. Attraverso le telefonate capirete quanto sia appetibile la tariffa che avete esposto. Online, mettete una, massimo due unità. E poi riconsiderate il tutto. Procedendo, in crescita, fin quando il mercato ve lo consente.
E la cancellation policy?
Altro elemento vitale. Una volta tanto si può essere restrittivi. L’evento irripetibile vi mette dalla parte del manico del coltello.
Se proprio volete considerare gli altri, partite dal presupposto che per quanti lavoreranno bene sulla strategia, tanti invece opereranno in modo casuale. Costringendoli poi ad abbassare vorticosamente sotto data.
Può darsi che vi costringa a una gestione un pizzico isterica della tariffa, è normale.
L’evento irripetibile è formativo ma mette a dura prova tutti, dal revenue manager all’accoglienza.

Leggi un articolo su come gestire i tuoi competitors

Rimani aggiornato, segui Revenue Bros su Linkedin!

L’Evento Irripetibile (la Casistica Springsteen) Leggi tutto »