Il cinema è in perenne crisi

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Il cinema è in perenne crisi.
La pandemia gli ha dato la spallata decisiva verso la depressione, innescando meccanismi che allontanano le nuove e le vecchie generazioni dal contatto più puro con la settima arte.
Evitando di inerpicarci nell’analisi dei meccanismi sociologici che hanno causato questa frattura, segnaliamo due iniziative recenti volte a riportare la gente in sala.
La prima è Cinema in festa, spettacoli a 3 euro e 50 per cinque giorni. Chiaramente laddove le sale aderissero. La proposta va in giro da almeno vent’anni, sotto diversi nomi. E, guarda caso, crea discreti flussi di presenze.
Sarà il prezzo? Chissà.
Ad aggiungersi a quest’estate piena di kolossal americani che promettono record al botteghino, il nostro ministero della cultura rilancia. Cinema Revolution. 3 euro e 50 per tutti i film italiani ed europei, dal 16 Giugno al 16 Settembre. L’estate è storicamente un periodo complesso per le sale, la gente preferisce l’aria aperta, il mare. Tanto che per un lungo periodo gli esercenti avevano deciso di slittare molte uscite americane, proprio per evitare flop commerciali. Salvo poi rendersi conto che la pirateria li avrebbe in ogni caso causati.
Cinema Revolution è supportato dai fondi nazionali. Perciò lo spettatore pagherà la quota citata e le sale riceveranno altri 3 euro dalla casse dello stato. Chi dovesse aderire, s’intende. Riducendo, in ogni caso, la spesa media di un film di un paio di euro. Considerano il prezzo medio dei nostri grandi schermi attorno agli 8 euro.
Insomma, si abbassa il prezzo.
Ma vorrai vedere che è tutto lì?
Cinema Revolution lancia, involontariamente, la differenziazione di prezzo nei cinema. Dove, chissà per quale motivo, tutti i film costano lo stesso. Dallo sconosciuto al più rinomato. E poi ci si meraviglia che la gente esca solo per vedere Avatar in 3D, quando a casa con lo stesso prezzo (spesso anche meno) si paga un mese di streaming legale su una qualsiasi piattaforma.
All’industria cinematografica mancano idee commerciali, prima di tutto. La sensibilità di considerare il prodotto sotto un’ottica differente. Ricalibrare l’esperienza, trasformando le sale in un motivo valido per uscire di casa.
Il prezzo però rimane cardine. E mica solo quello dei biglietti, che pure rappresentano il traino principale.
Fatevi sempre questa domanda, signori: meglio tanto da pochissimi o poco da tantissimi?
Il cinema dovrebbe sfruttare a pieno il suo potenziale di crosselling. Con una sala piena e la giusta definizione di prezzo, anche il bar venderebbe assai di più.
Il cinema è in perenne crisi perché chi gestisce le sale è incapace di adeguarsi ai tempi che corrono.
E perché costa troppo rispetto a quanto la gente è disposta a offrire.
È davvero così semplice.

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crediti immagine pixabay

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