Bambini in Hotel

Bambini e hotel, un connubio particolare.
A dire la verità, i bambini sono una fetta di mercato specifico da considerare nella strategia commerciale. E lo sono sia dal punto di vista tariffario che di gestione. Tanto che, nel corso degli anni, più di una volta ci è capitato di incontrare imprenditori che evitavano proprio il problema a monte. Bambini non ammessi.
Una forma di razzismo selettiva, vero?
Bambini e hotel, un rapporto complicato, addirittura più della considerazione degli animali di compagnia.
Come sempre, tentiamo di essere oggettivi e dare qualche suggerimento. Ci piace considerare il mercato nella sua interezza, chiudere una porta vuol dire tagliare fuori un numero imprecisato di clienti. E le famiglie possono essere una buona fetta di produzione. Perciò escluderli potrebbe essere una mossa poco saggia.
La difficoltà è ben chiara. È il genitore a decidere per il bambino, unico essere umano il cui libero arbitrio ancora è lontano dall’essere considerato. I bambini sono per costituzione chiassosi, hanno necessità particolari. E possono essere un fastidio per gli altri (lascio a voi commenti su questo). E quest’analisi va fatta dal punto di vista imprenditoriale, mai personale. Amare i bambini ed escluderli dalle nostre scelte commerciali non per forza rappresenta un ossimoro.
Come li trattiamo quindi i bambini negli hotel?
Innanzitutto iniziamo col definirli, per età, in funzione del posto letto e dei servizi che utilizzano. Possono dormire comodamente nel letto assieme ai genitori? La colazione, inclusa, non la toccano neppure? Costo zero. Tutt’al più qualche cortesia ai genitori, al buon cuore dell’accoglienza. Gli si vuole fornire una culla? Diamogli un valore economico proporzionato (alle volte vediamo cifre clamorose, culle che costano più del parcheggio).
Quando il bambino inizia ad avere un’età per cui occupa un letto, consuma una colazione, che differenza di trattamento gli si può concedere rispetto a un normale adulto? Dal nostro punto di vista, nessuna. Poi dipende, questo mestiere è fitto di “dipende”. Va valutato caso per caso.
Alcune volte la strada che intraprendiamo è aperta e ci si schiude in modo spontaneo. Ci sono destinazioni e periodi stagionali in cui le famiglie sono una gallina dalle uova d’oro.
Concentriamoci sul comprendere di cosa ha necessità la nostra struttura piuttosto che ciò di cui pensiamo di aver bisogno noi. La formula è sempre la stessa.
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