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riguardo al settore alberghiero

Icone Airbnb

Icone Airbnb - Revenue Bros consulenza alberghiera

Airbnb lancia un nuovo progetto sul mercato: le Icone.
Dopo mesi difficili, dopo la brutta (per loro) vicenda newyorkese e le minacce di emularla da parte di altri, Airbnb si rilancia con un’idea molto interessante. Ad abbracciare con intelligenza una nuova forma di turismo, quella esperienziale, che sta prendendo sempre più piede. Chi viaggia tanto ormai ha visto tanto e va alla ricerca di altre emozioni, oltre la canonicità dell’albergo e il giro dei monumenti di una città. Ed è il caso anche di aggiungere quel segmento di mercato commerciale rappresentato dal travel influencer, professione in forte crescita, utile a testare e promuovere il prodotto.
Le icone di Airbnb sono l’esaltazione totale dell’esperienza. Tra i prodotti offerti, la casa con i palloncini di Carl Fredriksen del film animato Pixar “Up”, la fumettistica magione degli X-Men, la casa di Malibu di Barbie e quella dei McAllister di “Mamma ho perso l’aereo”. E poi ci sono gli eventi con i VIP. Si può andare in un loft per giocare ai videogiochi con il re degli influencer Khaby Lame, godersi uno spettacolo di stand-up comedy privato presenziato da Kevin Hart o vivere come una star di Bollywood.
Insomma, investimenti importanti, presentazioni in pompa magna e un progetto chiaro, quello di rivoluzionare (nuovamente) l’idea di viaggio.
Da sempre sosteniamo che Airbnb rappresenta un segmento di mercato completamente differente rispetto alle OTA. E qui teniamo da parte tutti i discorsi relativi alla burocrazia e la professionalità di chi gestisce il prodotto.
Banalmente, il cliente di Airbnb è diverso da quello di Booking.com. Cerca altro.
L’arrivo delle Icone spinge ancor di più in quella direzione.
Interessante anche il metodo di commercializzazione. Tramite applicazione, quindi da desktop è negata la possibilità, si fa richiesta. Le esperienze sono dei veri e propri eventi e perciò hanno una scadenza. E le tariffe si allineano intorno ai 100 dollari. Chi viene selezionato, chissà con quali criteri, può coronare il proprio sogno.
È probabile che sia una fase di sperimentazione che poi porterà a un assestamento anche sulla vendita.
Pare però che abbiano centrato l’obiettivo, ancora una volta.
Oggigiorno è ancor più importante differenziare e rendere unico il soggiorno. L’abitudine, la cultura e gli strumenti di comunicazione odierni premiano le particolarità e le idee fuori dal coro.
Le icone Airbnb potrebbero aprire la mente al futuro del mercato nel nostro settore.

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Elogio al Portiere di Notte

Elogio al portiere di notte - Revenue Bros

Elogio al portiere di notte.
Esiste lavoro più alienante dello svolgere un turno di otto ore nel momento della giornata in cui tutti dormono, in cui il fisico chiede a gran voce riposo?
Chi vive d’alberghi sa di cosa si parla. E sa quanto queste figure professionali siano meravigliosamente particolari e richiedano delle caratteristiche umane molto specifiche. Sono degli eroi. Rappresentano un equilibrio sottovalutato nell’economia della gestione alberghiera.
Certo dipende dalla piazza dove si lavora. Il ruolo cambia radicalmente anche a seconda della clientela. Il portiere di notte, ad esempio, è decisivo in un tessuto business. Si graverà di gran parte dei check-out, tra l’altro al termine di una notte infinita. Ma anche nel leisure ha funzione vitale. Chi si va a divertire e fa le ore piccole, vede in lui un porto sicuro e un sorriso a cui far riferimento.
In virtù della difficoltà fisica e mentale necessarie a ricoprire questo ruolo, è naturale concedergli anche licenze diverse rispetto alla reception diurna.
Consigliamo tuttavia di considerarlo parte integrante dell’operativo. Di farlo entrare in un’ottica differente dal semplice custode.
Una maggiore tranquillità gli può garantire spazio di manovra e lucidità per eseguire compiti di un certo tipo. Compilazione e riordino di tutte le informazioni che vi possono essere utili. Tutti quei lavori di raccolta e riorganizzazione dati che un front ha poco tempo per svolgere. In un hotel c’è sempre qualcosa da fare, lo sapete meglio di noi.
Evitate voi per primi di considerarlo un tappabuchi.
Quanto può semplificare la vostra vita professionale la giusta figura in quella veste.
Perciò andate dal vostro portiere di notte e ringraziatelo a prescindere.
È l’elogio che merita.

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Revenue Mono Unità

Revenue Mono Unità - Revenue Bros

Revenue mono unità, per così dire. Concetto vago per un’operazione necessaria.
E se per Revenue intendiamo l’abbreviazione di Revenue Management, per Revenue intendiamo anche l’applicazione di una politica commerciale fluida, che preveda variabilità di prezzo e condizioni di vendita.
Tra le tante domande che tempestano la testa di chi è poco avvezzo a queste pratiche, ce n’è una che più di tutte blocca i buoni propositi di impostare questa metodologia di lavoro. Come faccio a farlo?
Perché, preda delle nostre paure, costruiamo una serie di vie e di risposte fantasiose, interamente prodotte dalla nostra mente, che ci bloccano in partenza.
Spuntano come funghi case vacanze e camere, ricavate da vecchie proprietà della nonna o dei genitori. Fossili di un’epoca in cui la vita era più a portata di tasche. Così tutti hanno pensato di poter diventare professionisti della ricettività e imprenditori.
Lasciamo da parte ogni considerazione sulla difficoltà di questo lavoro e concentriamoci su come gestire, dal punto di vista commerciale, una mono unità.
Che sia una camera, un appartamento, una baita, una barca. Qualsiasi unità che offra uno o più posti letto. Ciò porterà al dovere di produrre ogni giorno una tariffa valida per il mercato.
Il Revenue Management, su strutture con più unità abitative, permette attraverso la pressione del mercato di verificare la bontà del nostro pensiero commerciale. A seconda di quante prenotazioni entrano, si alza o si tiene ferma la tariffa. Una via tortuosa alla ricerca della perfezione, cercando di imparare da ogni errore, provando a commetterne sempre meno.
Quell’unica unità a vostra disposizione però lascia poco spazio di manovra e apre alla possibilità che ogni giorno sia una casistica. Decisamente complesso.
Anche la costruzione di uno storico può essere fuorviante, proprio perché il ricavo medio è sempre il RevPar. O vendete o rimanete vuoti.
Quindi l’approccio deve essere opposto alla concezione classica di vendita. Laddove si parte al prezzo più basso possibile, in funzione di dati storici, per crescere, sulla mono unità è più sensato partire sopra la soglia ipotizzata e poi, eventualmente, scendere più sotto data. Un Revenue al contrario, se ci si consente la licenza.
Lo studio a quel punto è ancora più decisivo. Soprattutto nel registrare le finestre di prenotazione, capire quando il mercato si esprime al massimo del suo potenziale. Perché se si vende tutto troppo a distanza dalla data, è quasi certo che si sarebbe potuto vendere a una tariffa più alta.
Perciò è meglio una politica di cancellazione più restrittiva, nella conoscenza della destinazione e del tipo di clientela che attrae. E poi tariffa sovradimensionata fin quasi sotto data.
Il Revenue Mono Unità si può fare.

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Pasqua con affaccio 2024

Pasqua con affaccio 2024 - Revenue Bros

Pasqua con affaccio 2024. È il primo grande appuntamento dell’anno, ogni anno, se consideriamo le feste comandate. Quest’anno capita un po’ prima nel calendario e ci dà una finestra importante sugli andamenti, passati e futuri.
Iniziamo con il weekend di festa. Quasi tutte le destinazioni che seguiamo hanno avuto lo stesso andamento; a distanza dalla data diverse prenotazioni a tariffe anche sostenute, del livello del 2023. Poi un blocco abbastanza netto, certo dovuto ai rialzi necessari dovuti alla pressione del mercato. Ma anche dall’attesa di capire cosa succedesse. Detto fuori dai denti, il popolo turistico attende l’oracolo delle previsioni meteo. Costui anzi costoro, come ogni anno, promettono brutto tempo. E allora si tentenna, mano al portafogli, prima di capire se tirare fuori la pecunia.
Sarebbe riduttivo però dare la colpa solo alle previsioni climatiche. Perché questa Pasqua pare essere lo specchio dell’andamento di questi primi mesi dell’anno. A prescindere dalla destinazione che trattate, fatta eccezione per le località montanare che stanno per salutare l’arco temporale più propizio, c’è similitudine in ciò a cui abbiamo assistito. Il previsionale è sembrato mantenere la forza irruente del 2023, per poi appiattirsi e faticare con l’arrivo del sotto data. La finestra del lastminute, cioè tra le 72 e le 24 ore prima del check-in, è stata spesso fiacca anche nel weekend.
Il pericolo è che l’attesa di un ulteriore balzo di crescita rispetto al 2023 porti utopiche aspettative. L’ambizione è corretta, è sano lavorare per migliorarsi, sempre. Tuttavia la realtà va osservata con oggettività. E c’è possibilità che il 2023 sia stata la confluenza di una serie di variabili positive, difficili a ripetersi. È stato il primo vero anno fuori dallo spauracchio della pandemia. E, come più volte ribadito, ha lasciato la sensazione che tutti spendessero più di quanto razionalmente lecito.
Ci piace assumere il ruolo di pompieri, anche con eccessiva cautela. Perché troppi imprenditori pretendono la luna e questo rischia di mandare in secondo piano un ottimo lavoro.
Se a Gennaio e Febbraio avete prodotto, mese su mese, un po’ meno o lo stesso rispetto all’anno scorso, avete già compiuto un mezzo capolavoro. Questo a parità di condizioni e metodologia di vendita, bene precisarlo.
Il resto dell’anno ci dice che i movimenti ci sono, il mercato è vivo e pulsante.
Pasqua a parte, la primavera è già una sosia dell’estate. E questo aiuterà i processi.
I prossimi mesi, da qui fine Ottobre, paiono in discesa.
Se le tariffe saranno mosse con saggezza, raccoglierete tanto.
Per quanto riguarda Pasqua, speriamo abbiate settato un’adeguata cancellation policy. Così da garantire una discesa scalata, se necessario, verso la vendita migliore.
Tanti auguri a tutti.

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Strutture di Piccole Dimensioni

Strutture di Piccole Dimensioni - Revenue Bros

È possibile attuare politiche di Revenue Management a strutture di piccole dimensioni?
Fughiamo ogni dubbio, certo che si può.
Sarebbe anche doveroso sottolineare che il Revenue Management è una disciplina filosofica pratica che viene spesso interpretata in modo molto differente a seconda del soggetto che la attua.
Insomma è ben lungi dall’essere un teorema matematico. Ci sono tante scuole di pensiero. E, come diciamo noi, se i risultati arrivano vuol dire che funziona.
Detto ciò, se il metodo ha delle regole base abbastanza chiare, adattarlo alle differenti situazioni richiede elasticità, studio e competenza.
Difficile perciò pretendere che un albergo sopra le quindici camere possa essere trattato esattamente come un bed and breakfast o un affittacamere.
Minore è il numero di unità da vendere, maggiore dovrà essere la cura e l’attenzione verso i dettagli. Laddove il margine consentito da un errore di valutazione si riduce quasi al nulla, perché ogni camera venduta male può pesare come una zavorra sulla produzione finale.
Nella costruzione della tariffazione di partenza, la metodologia rimane inalterata. Lo storico rimane re indiscusso di ogni valutazione. L’invenduto tuttavia dovrà essere sottoposto a un’accurata vivisezione. E di nuovo le proporzioni sono determinanti. Se resta invenduta 1 camera su 50, può essere un caso. La bontà del nostro operato rimane elevata, che quella defezione provenga da una cancellazione, un no-show o la spinta eccessiva della tariffa in lastminute. 1 camera su 4 punta il dito su una gestione commerciale rivedibile. Forse perché la cancellation policy è troppo permissiva in un periodo di alta stagione, forse perché si è chiesto troppo al mercato. Sta a noi capire davvero cosa sia successo. Altro elemento cardine, qui ancor più determinante, sono i rifiuti per occupazione. Dato che fornisce la misura della nostra bravura nella gestione dei momenti di massima pressione.
Su una struttura medio/grande, partire un filo troppo bassi può essere facilmente recuperabile grazie a un immediato e robusto rialzo tariffario.
Su una struttura di poche unità, partire più bassi del dovuto è già una condanna.
Ogni prenotazione conta, ogni camera può rappresentare una modifica di prezzo. Ci vuole contatto costante con la domanda e reattività perenne.
Altro consiglio madre. Evitate di diversificare la vostra proposta. Può essere affascinante avere camere tutte diverse, con i loro particolari e fini pregi. Dal punto di vista commerciale è tremendo, ognuna dovrà avere una sua collocazione sul mercato ed è come se aveste tutte singole strutture. Diventa pressoché impossibile applicare una dinamicità di prezzo. Perciò, almeno nella vendita online, accorpate quanto più possibile le tipologie.
Si può eccome attuare politiche di Revenue Management a struttura di piccole dimensioni. È solo un po’ diverso e certamente più faticoso.

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Online e Vendita 

Online e Vendita - Revenue Bros

Online e vendita vanno a braccetto, su questo siamo d’accordo.
L’online serve strettamente per la vendita, grazie a una serie di funzioni vitali. La connessione con il potenziale cliente, la pubblicità del nostro prodotto e un’infinità di informazioni utili volte a materializzare una prenotazione. Il tutto a portata di un click, in quest’epoca sempre meno paziente eppure così pregna di voglia di fare.
E allora la vendita e l’online sono pressoché la stessa identica cosa.
Beh, fino a un certo punto.
Immaginate il mercato immobiliare attuale, esempio più fulgido della distorta interpretazione che si applica al mezzo online. Ormai gli agenti immobiliari (perdonateci se generalizziamo in base alla nostra pur ampia dimestichezza con la categoria professionale) si limitano a un mero e spesso scialbo accompagnamento del potenziale compratore, all’interno di un immobile già ampiamente dissezionato attraverso lo schermo di un pc. Come se il compito di venditore fosse totalmente delegato al mezzo internet. Perché ormai abbiamo tutto a portata, a cosa servono gli esseri umani. Senza contare il giro di commissioni che si innesca, nel caso specifico, dalla piattaforma che pubblicizza il prodotto, a chi la vende e chi la compra. L’impressione è che sia tutto già apparecchiato, perciò a che pro fare uno sforzo.
L’online è troppo sovente vissuto come una sostituzione dell’apporto umano alla vendita.
Tornando al nostro amato mondo del turismo, oggi tante strutture di piccole dimensioni hanno quasi cancellato la presenza umana, grazie alla messaggistica istantanea e la domotica. Si entra in camere o appartamenti senza avere contatto con i gestori. E questo può andar bene per un certo tipo di ricettività.
Gli alberghi tuttavia devono concentrarsi anche su altre priorità. Perché la vendita e l’accoglienza sono due fasi differenti del processo, tanto per cominciare. E priva di una buona accoglienza l’esperienza è rovinata in partenza.
E la vendita, checché se ne pensi, ha ancora bisogno della forza umana, scissa dall’online. Anzi, in simbiosi totale, perché grazie alla vetrina online possiamo far lavorare meglio alcune tecniche di transazione. Rimanere passivi al contatto con cliente, dare per scontato che lui possa e voglia fare tutto da solo, è un crimine capitale.
Quando si risponde al telefono, bisogna essere reattivi e propositivi. Quando qualcuno si presenta al banco, bisogna indossare il nostro sorriso migliore.
La vendita termina quando il cliente lascia la struttura o quando ha già acquistato tutto ciò che potete offrire. Upgrade, servizi. Tutto ciò di cui disponete.
Online e vendita sono la stessa cosa. Ma la vendita, quella vera, è davvero più profonda dell’online.

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La Qualità dei Numeri

La Qualità dei Numeri - Revenue Bros

La qualità dei numeri è fondamentale per qualsiasi tipo di analisi.
Eppure ancora c’è tanta confusione intorno a questo concetto. Ormai è divenuto chiaro che raccogliere informazione è alla base di qualsiasi attività commerciale. E proprio per questo esistono i commercialisti, giusto? Certo, per il tipo di lavoro che gli compete. Per quanto sia vitale conoscere la somma che entra e quella che esce dal proprio conto in banca, a livello di mercato sono tante altre le informazioni che dobbiamo ricavare.
È come quando ci andiamo a pesare su una bilancia. Lo strumento, se ben calibrato, ci fornirà un valore indiscutibile. Il punto siamo noi. Se siamo nudi, se indossiamo qualcosa, se ciò che indossiamo è più o meno pesante.
Lo stesso vale per il dato di produzione. Lordo o netto, già c’è tutta la differenza di questo mondo. In ambito alberghiero, poi, l’aggiunta dentro all’impasto di altri possibili servizi ci porta proprio da un’altra parte.
È giusto anche valutare un’azienda nella sua interezza, arriva il momento in cui è sano rendersi conto di cosa ci rimane in tasca.
Intercettare il mercato però implica capirne le ragioni d’acquisto. E per far ciò dobbiamo tararci sulle sue frequenze.
Qual è la tariffa che ha funzionato?
Ipotesi netto. A seconda di come vendiamo una camera, il valore cambia connotati. Le commissioni, alle OTA o al tour operator di turno, spostano verso il basso il valore. Questo ci porta a considerare meno proficuo vendere in un modo o in un altro. Dimenticandoci ciò che più ci interessa, il canale che ci ha dato maggiori soddisfazioni e, più di tutto, il prezzo che ha centrato la domanda.
Ipotesi servizi inclusi. Questo è ancora più comune. Inserire nel prezzo di una camera il ristorante, la SPA o servizi ancillari di qualsiasi tipo. Un unico mega valore che, senza essere scisso, genera confusione. All’interno di una struttura possono esserci diversi centri di costo e di ricavo. Per capire la loro ragion d’essere vanno analizzati separatamente, va compreso il loro valore commerciale.
Per evitare qualsiasi problema, è semplice, taratevi sul prezzo di vendita. Il cosiddetto “selling price”. Ciò che vende è ciò che va analizzato. Successivamente sarà tempo di capire se c’è modo e margine per aumentare la qualità delle vendite, scegliendo meglio il canali tramite cui operare.
La qualità dei numeri è fondamentale perché ci mette in mano le redini dell’azienda e ci rende consci del potere di ogni decisione, preparandoci per capire cosa genera. 

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Rispondere ai Giudizi Online

Rispondere ai giudizi online - Rvenue Bros

Rispondere ai giudizi online è uno dei grandi crucci degli imprenditori.
Complesso, certo. Poiché parliamo di natura umana, ciò che serve è più che altro sensibilità e logica.
Quando un cliente offre uno spunto negativo, esprime una critica, ci sentiamo punti sul vivo. Disprezzare il nostro lavoro e il nostro prodotto è vissuto come un affronto personale. Dimostrazione di quanto teniamo al nostro lavoro.
Allora come atteggiarci? Rispondiamo oppure evitiamo di farlo?
Partiamo da un presupposto fondamentale. Il giudizio di una persona è squisitamente soggettivo. Tante volte vi sarà capitato di leggere deliri ingiustificati. Al pari delle occasioni in cui qualcuno ha stroncato l’esperienza per un incidente casuale e irripetibile. Vale poco la pena di concentrarsi sulle casistiche.
Ciò che conta è la statistica. Se 9 voci su 10 rimarcano le stesse carenze, a quel punto è inopportuno accanirsi ed essere permalosi. Bisogna prendere atto delle proprie mancanze, anche solo delle esigenze del cliente diverse dalla nostra offerta. E, quando economicamente e strategicamente possibile, intervenire per correggere il tiro.
Se la colazione è poco apprezzata, modificatela e miglioratela. Con lo stesso budget si può ottenere un prodotto migliore.
Se le critiche vertono sulla vetustà della struttura, è più complicato rifare il trucco a tutta la baracca. Allora è una buona idea rafforzare aspetti dell’accoglienza che possono distogliere dalle magagne. Puntare ancor di più sui punti forti.
Il valore dell’esperienza è molto legato al modo in cui il cliente ne fruisce.
E quando ci arriva il commento, dunque, rispondiamo o lasciamo stare?
Soprattutto per le strutture medio grandi, sollecitate da un numero immane di recensioni, diventa un lavoro parallelo interagire con ogni singola voce nel coro.
Vien da sé che ci sono situazioni in cui è superfluo farlo. Ricordatevi che i clienti sono più intelligenti di ciò che credete. È semplice individuare il parere di una persona che di pancia ha messo nero su bianco la sua luna storta. In questo il web si autoregola.
Dare delle spiegazioni alle volte è vitale. Ci sono situazioni in cui rispondere ai giudizi diventa un modo per comunicare sia con l’autore della recensione che con chi la utilizza per decidere se venire da voi.
E ci sono occasioni in cui è opportuno ringraziare per le belle parole spese in vostro favore.
Ciò che di peggio potreste fare è creare una faida, litigare apertamente difendendo la vostra posizione.
Peggiore di un commento negativo è una risposta piccata.
Rispondere ai giudizi è alle volte necessario, fatelo col giusto registro.

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Soggiorni Minimi, Vantaggi e Trappole

Soggiorni Minimi, Vantaggi e Trappole - Revenue Bros

Soggiorni minimi, strategia commerciale ancora di uso comune, piena di apparenti vantaggi e altrettanto pregna di trappole.
Ci permettiamo di soffermarci nuovamente sul discorso. Ogni sfaccettatura di una strategia commerciale va analizzata nel dettaglio, sviscerata fino a comprenderla.
Spesso, per arrivare a una conclusione soddisfacente, la via empirica è l’unica valida.
Siamo in pieno periodo invernale, la montagna è regina del mercato. La pressione della domanda e la qualità della vendita sono tutte incentrate sulle piste sciistiche, di questi tempi. Anzi, per essere più precisi, i giochi sono già quasi fatti. Perché, a differenza di altri segmenti turistici, la montagna richiede sovente un’organizzazione assai più accorta e quindi a distanza dalla data.
Ancora oggi la maggior parte delle strutture ricettive montanare utilizza i soggiorni minimi. Vale a dire un arco temporale obbligatorio in cui permettere la permanenza al cliente. Una restrizione, una delle tante.
Tra le tante preoccupazioni a muovere l’albergatore verso questa scelta, una su tutte è la continuità della prenotazione. La paura di lasciare scoperte date, buchi di occupazione incolmabili.
Certo è comodo gestire in due uniche fasi, spesso a cadenza settimanale, check-in e check-out. Un lusso di altri tempi.
Ciò che si perde però è un’infinità di informazioni e di soldi.
Il soggiorno minimo impedisce di dare un valore reale a ogni singola data. Inglobando in un unico prezzo più giorni che avrebbero, isolati, dei connotati meglio definiti.
Il timore è che, lasciando la vendibilità della singola notte, il mercato fagociti le date più attraenti, lasciando vuote le altre.
È naturale che un sabato rimarrebbe più richiesto rispetto a una domenica o a un lunedì, anche in un periodo vacanziero.
Ma, in condizioni di mercato libero, la domanda è veicolata dalla tariffa. Più alziamo il prezzo su una data, più restringiamo la cerchia di chi può permettersela. Se siamo abbastanza bravi, abbiniamo la massima occupazione alla qualità migliore di vendita. Inoltre il mercato si autoregola. Pur essendosi accorciati gli indici medi di soggiorno, esistono località dov’è complicato pensare di passare meno di tre o quattro giorni.
Quindi se una data è molto richiesta, alziamo il prezzo. E cosa succede? Che le date precedenti e antecedenti rimangono a disposizione di una fetta di mercato con una sensibilità di spesa maggiore. Colmando i presunti vuoti di occupazione.
Il mercato funziona così, soprattutto quello vacanziero. Chi va in settimana bianca prende delle ferie. Sua la scelta di quando, raramente vostra.
Le imposizioni portano sempre guai.
I soggiorni minimi possono sembrare dei vantaggi ma sono delle trappole perché, salvo eccezioni, finiscono per portarci proprio dove volevamo evitare di andare. 

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I Consigli delle OTA

I Consigli delle OTA - revenue bros

Se avete una struttura e avete creato un profilo su una o più OTA, avrete di sicuro avuto modo di ascoltare i loro consigli.
Ascoltate anche solo per provare a farvi una cultura personale, ci mancherebbe. Dall’ascolto all’applicazione ce ne passa.
Detto ciò, i consigli che ci danno alcune volte sono opinabili.
Partiamo dall’assunto madre: strumento loro, regole loro. Giuste o sbagliate, le mosse che suggeriscono pompano il loro algoritmo e incentivano il mercato.
È vitale che voi li ascoltiate su tutto ciò che riguarda i contenuti. Tante strutture prendono sotto gamba questo cruciale aspetto. Foto, descrizioni, informazioni utili alla scelta e al soggiorno.
Per quanto riguarda il commerciale, invece.
L’obiettivo principale è la visibilità massima. E su questo siamo d’accordo.
Se per seguirla, però, vanno applicate delle strategie anti commerciali, allora fermiamoci un istante.
Soffermiamoci quindi sulla disponibilità, senza entrare in ambiti puramente legati alla tariffa.
Ampia disponibilità di camere su un periodo più lungo possibile.
Chi lavora con una tariffa dinamica sa quanto è pericoloso quest’approccio.
Punto primo. Un prezzo si costruisce in funzione di uno storico. Come posso concepire un mercato a distanza di oltre un anno? Di questi tempi poi. Tutto si velocizza e le variabili imprevedibili si moltiplicano. Oltre al fatto che la stragrande maggioranza del mercato è composta da persone normali.
Qualche tour operator a parte, chi organizza un viaggio con così largo anticipo?
L’ampia disponibilità del nostro parco camere ci mette inoltre di fronte a un’altra problematica. Se la tariffa di partenza, per regola, è la più bassa possibile in funzione dei dati storici in un determinato periodo, posso io rischiare di vendere troppe unità allo stesso prezzo e rovinarmi la festa?
Centellinare le mie camere a disposizione delle OTA permette di fermarsi e osservare la pressione della domanda. E ci dà anche la possibilità di sbagliare, perché è umano, consci di poter raddrizzare il tiro.
Ad alzare, si fa sempre in tempo.
C’è inoltre da sottolineare come, a livello online, l’attendibilità di una prenotazione a larga distanza dalla data sia pressoché ridicola. Parliamo di tassi di cancellazione tra il settanta e l’ottanta per cento.
Le OTA hanno il nostro stesso target: vendere camere. Solo che la loro visuale è parziale, incentrata su loro stessi. Perciò dobbiamo essere noi bravi a incastrarli nelle nostre necessità.
I consigli delle OTA vanno ascoltati, certo. E alcune volte ignorati.

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