
Il circuito Preferiti Booking.com, ne fate parte?
Un piccolo excursus a spiegazione, per esperienza (nostra) e per bocca di chi lo promuove da ormai quindici anni (account manager Booking).
Per entrare a far parte del circuito Preferiti, oltre a garantire un 3% in più di commissione a ogni prenotazione nelle casse dell’OTA, facendo quindi salire dal 15% di base al 18% il totale di commissioni, la struttura di turno deve rispettare dei requisiti virtuosi. Essere visibile per un certo periodo di tempo, subire un numero di cancellazioni in linea con i parametri della destinazione, pagare correttamente le fatture, curare al meglio foto e contenuti. E altre storie che cambiano a seconda della voce che le promulga. Un tempo c’erano le famose sette C, sette cardini per valutare quanto bene steste facendo secondo i dettami di Booking.com. Poi sparite, nella notte dei tempi. Lasciate alla tradizione orale.
La domanda oggi è: vale la pena rimanere tra i Preferiti?
Anni fa i percorsi di ricerca e di prenotazione erano maggiormente incanalati. Le classifiche di merito potevano essere manipolate attraverso un minor numero di filtri. Ed essere da subito in prima pagina garantiva un bonus di visibilità pazzesco. I preferiti, in questo senso, erano la serie A. Scindendo una linea di demarcazione elitaria tra chi aveva aderito al programma e chi ne era fuori.
Poteva quindi valerne la pena, in effetti.
Oggi il mondo è cambiato. Differiscono gli strumenti con cui lo esploriamo. E, soprattutto, gli algoritmi che studiano il nostro profilo utente. Quando sono nati i Preferiti, gli smartphone esistevano solo nelle menti dei più fantasiosi.
Quindi le classifiche sono dettate dall’apparecchio che sfruttiamo (pc, telefono), dai mille filtri che inseriamo per cucire l’esperienza sulle nostre necessità e da tutte le ricerche e prenotazioni che abbiamo eseguito in precedenza. Due persone vicine potrebbero ottenere risultati completamente differenti.
Tutto ciò rende i Preferiti Booking.com meno utili.
C’è poi la variabile destinazione. Se siete in una piazza con pochi iscritti su Booking.com, finirete in ogni caso tra le prime voci di ricerca. Se invece annegate in un mare di strutture e una città tentacolare, arriveranno a voi attraverso il punteggio che avete guadagnato e le informazioni che avete sapientemente inserito.
Ma sono proprio inutili questi Preferiti?
Come qualsiasi iniziativa studiata dal portale, un’iniezione di visibilità in più può fare solo che bene.
Tuttavia il consiglio è di provare a fare senza, soprattutto se siete una realtà ben strutturata che ha capito i suoi pregi e i suoi difetti.
Ci si lamenta sempre delle commissioni troppo alte, andiamo a vedere come intervenire su questo aspetto,no?
Disintermediare: leggi il nostro articolo
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crediti immagine Booking.com, Revenue Bros
