Il problema atavico delle commissioni

Il problema atavico delle commissioni.
Pensavate riguardasse solo il mondo alberghiero, nevvero? Ecco, vi sbagliavate. Il mondo economico si regola sulle percentuali; somme pattuite, alle volte imposte, utili affinché un terzo soggetto (spesso esterno) agevoli una transazione commerciale. E si tratta solo in parte del flusso di danaro, è una questione ben più articolata.
L’analisi nasce dalla recente decisione del governo di eliminare l’obbligo di accettare pagamenti tramite POS sotto una soglia di 50 euro. Mica spiccioli per noi mortali.
Quindi torniamo al problema delle commissioni. I soldi sono nostri, li abbiamo sudati, perché regalare anche solo una minima fetta a qualcuno che ha fatto poco o niente? Il punto di vista è bilaterale, chi vende e chi compra. Tutti tenuti al collo dalla stretta corda delle banche, soggetti sempre poco apprezzati.
Ognuno ha ragione, siamo tutti vittime del sistema, piangiamoci pure addosso.
Però fermatevi se avete mai trovato utile l’autocommiserazione, quella più lunga di un sano sfogo liberatorio.
Le commissioni esistono in ogni dove, lo abbiamo stabilito. E allora forse sarebbe giusto concentrarsi su cosa, a livello commerciale, ci può essere più utile. Al di là di qualsiasi saggia o scellerata decisione presa dal governo (che poi sarebbe anche tenuto a spiegare perché tutto il ragionamento tiene fuori sigarette e gioco d’azzardo). E che comunque è ben lungi dall’impedire, a chi volesse, di accettare pagamenti con carta sotto i 50 euro.
Da commercianti, dobbiamo sempre domandarci: ci conviene?
Ci conviene rinunciare a Booking.com perché chiede il 15/18% di commissioni? Ci conviene toglierci da The Fork perché ci chiede l’1,25% su ogni conto pagato con 50 centesimi in aggiunta per ogni transazione effettuata?
E ci conviene impedire al cliente di pagare con il POS sotto i 50 euro?
Fatelo e poi mi dite. Magari sì, più probabilmente no. Perché il mercato è vasto e le opportunità sono tante. Per esempio l’online, se avete presente.
Quindi da clienti siamo liberi di girare il tacco e andare da un altro esercente. E, se tutti ragioneranno così, vedrete che bella fine faranno gli affari.
Le autorità competenti possono prendere tutte le decisioni che vogliono. A fare la differenza sarà la logica del mercato.
Il successo commerciale di un’attività mai sarà compromesso dalle commissioni ma dall’assenza di mercato.
Il problema atavico delle commissioni, di fatto, non esiste.
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