Grande fermento commerciale

È un periodo di grande fermento commerciale.
È inoltre un momento storico in cui sembra esserci grande incoerenza economica, nelle decisioni che vengono prese incuranti di tutte le variabili che invece governano il mercato. Siamo a un passo dal liberarci della pandemia. Oppure no, ci sono paesi che ancora sono in piena sofferenza. Tanto da farci temere che prima o poi riacciufferà anche noi. C’è la guerra. Per ora vicina ma lontana. Rimarrà confinata dov’è?
Incoerenza di prospettive. Il costo della vita aumenta in modo spropositato, inversamente proporzionale a quanto guadagna la gente comune. Eppure sembra complicato assumere perché (pare) che in pochi abbiano voglia di lavorare.
In questo scenario Elon Musk compra Twitter per 44 milioni di dollari. Bruscolini per lui, certo. Ma un genio della finanza come lui non può aver compiuto una manovra simile solo per togliersi uno sfizio. Anche se dai primi tweet si evidenzia una necessità quasi folle di spararle grosse. Tipo comprare la Coca-Cola e (ri)metterci dentro la cocaina. Ma già si parla di modificare i connotati del social, formandone una sezione a pagamento. È business, signore e signori.
Netflix lamenta un calo di abbonamenti e minaccia di eliminare il multi abbonamento. Quindi alzare il prezzo. Non viene da domandarsi come sia possibile che per quasi due anni siamo stati chiusi in casa davanti alla televisione e loro, che più di tutti ne hanno beneficiato, siano a corto di soldi? Sarà che forse producono troppo, investono troppo rispetto a quanto incassano? Non serve essere esperti per fare due conti della serva. Escono più quattrini di quanti ne entrano, non va bene.
Qui però ci stiamo concentrando su prodotti agli antipodi rispetto ai beni di prima necessità. Campiamo alla grande anche senza Twitter, Netflix e compagnia bella. Ciò non vuole essere un’affermazione di disprezzo. Ma il lusso, inteso come qualcosa non necessario alla nostra esistenza, se lo si vuole lo si paga. Ed è lì però che chi vende deve comprendere la linea di demarcazione tra richiesta e interesse del fruitore. Alzo, alzo, alzo e poi non acquista più nessuno. Fallisco. Davvero non è più complicato di così.
Questo però dev’essere chiaro anche al compratore.
Caso calcistico delle ultime settimane. Per Lazio-Milan un biglietto in curva era quotato 40 euro. Lamentele dei tifosi, boicottaggi, insulti alla dirigenza. Risultato: stadio mezzo vuoto.
Ma vogliamo capirlo tutti come funziona il mercato?
Ognuno è libero di fare il prezzo che vuole. Se non funziona, finisce l’economia.
È davvero così semplice.
Scopri la pagina YouTube con nuovi interessanti video tutte le settimane
crediti immagine Pixabay
Grande fermento commerciale Leggi tutto »








