
Soggiorni minimi, o minimum stay se preferite.
Nemici o amici?
Nell’analisi di una corretta strategia commerciale, dobbiamo prendere ciò che abbiamo sempre applicato o che intendiamo eseguire e porlo al vaglio di critiche e considerazioni.
Qualsiasi tipo di restrizione impone al mercato un veto e, di fatto, ne taglia fuori una porzione. Perciò dobbiamo essere coscienti di ciò a cui potenzialmente rinunciamo.
Ci sono momenti del calendario, location e posizioni geografiche che possono garantirci una scelta sul cliente. Finestre in cui siamo a poter stabilire chi e come.
Generalmente però maggiore è la nostra flessibilità e maggiori sono le nostre soddisfazioni economiche.
Soggiorni minimi dunque, motivazioni:
1) Ho il timore che la mia occupazione in alta stagione sia frastagliata e che la continuità delle prenotazioni sia rovinata.
2) Ho problemi organizzativi per cui fare e disfare un’unità abitativa, accogliere tutti i giorni un numero elevato di clienti, mi mette in seria difficoltà.
3) Ho un problema relativo ai costi. Vendere una sola notte è troppo dispendioso.
Queste sono le casistiche. Immagino qualcuno di voi ci si ritrovi.
Di seguito come affrontare i problemi.
1) Se il problema è relativo all’occupazione, la tariffa dinamica è la soluzione. Quando su una o più date la pressione del mercato è forte, si va a rialzo. Questo crea attenzione su periodi vicini, più economici nel momento in cui li si osserva. E l’occupazione cresce in modo omogeneo. È nostra premura sottolineare come, in certi momenti dell’anno, l’indice medio di soggiorno è comunque coerente con il vostro tipo di mercato. Al mare o in montagna, in alta stagione, difficilmente qualcuno prenoterà una sola notte.
2) Siamo nati per fare questo mestiere. Stressare i nostri punti deboli ne esalta le caratteristiche. Ragionate sul perché avete problemi organizzativi. Poco personale o personale inadeguato? Risolvete alla radice, la polvere sotto al tappeto resta dov’è. Tutto ciò che tenete in tasca pensando di risparmiare lo lasciate nella qualità delle prenotazioni a cui rinunciate.
3) Fate bene i conti. Se il vostro variabile è tanto pesante da rendervi impossibile vendere la singola notte, o state sperperando o state eseguendo male i conti. Mettete ogni valore nella propria colonna, poi capite dove potete risparmiare. E ricordatevi che la tariffa dinamica ottimizza e massimizza. In bassa venderete a cifre più contenute, in alta vi pagheranno bene. E tutto si equilibrerà.
I soggiorni minimi, come ogni restrizione, sono un cono d’ombra su una porzione di mercato. Applicateli solo quando ne conoscete ogni sfaccettatura. Quando saprete che davvero è la soluzione più adatta alle vostre esigenze, organizzate, economiche e di occupazione.
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