Barbenheimer, la resurrezione del cinema

Barbenheimer, la resurrezione del cinema.
Forse.
Barbie contro Oppenheimer, ludico contro storico, commerciale contro autoriale.
Se avete vissuto anche solo un minuto delle scorse settimane, siete stati catapultati dentro il tormentone.
In questo periodo d’inflazione e di curiose vacche grasse, quasi tutti avevano beneficiato dell’arricchimento del mercato. Tranne il cinema. Industria antica, a corto di spunti creativi, la settima arte fatica a rinnovarsi e proporsi a contrasto con i tempi che cambiano. Ma poi arriva il Barbenheimer e si viaggia all’indietro fino all’epoca d’oro di Hollywood.
A differenza dell’Italia, dove l’uscita dei due film avverrà in due momenti separati, negli Stati Uniti e in gran parte del Mondo le due pellicole hanno debuttato nello stesso weekend. Quella che doveva essere una battaglia stilistica è diventata la scintilla per rivitalizzare un movimento in difficoltà. I grandi nomi dell’industria, da Tom Cruise a Tarantino, hanno parteggiato per entrambi i film, scegliendo l’epica doppietta di visioni la sera stessa dell’uscita. Il messaggio è chiaro: torniamo a popolare le sale, preserviamo la grande balena bianca.
Dopo un paio di settimane scarse, Barbie è a quota 775 milioni d’incasso in tutto il mondo. Oppenheimer più di 400 milioni.
La resurrezione del cinema!
Beh.
Barbie, oltre ad avvalersi di uno dei marchi più famosi del pianeta, ha lanciato una campagna promozionale dal budget pressoché illimitato. Partita da lontano e ricca di iniziative che meriterebbero uno studio di guerrilla marketing a parte. Ha un cast da sogno e la bravura di sfruttare in modo accattivante (e scaltra) tematiche molto attuali.
Oppenheimer è diretto da uno dei registi più grandi di questa epoca. I cui incassi degli ultimi quattro film al botteghino sono i seguenti: Dunkirk 525 milioni di dollari, Tenet 365 milioni di dollari, Interstellar 677 milioni di dollari, Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno 1 miliardo di dollari.
Il cinema è sempre la stessa macchina asmatica e farraginosa. Gli esercenti e i produttori fanno sempre le stesse cose. Stanno solo godendo del frutto del grande lavoro di qualcun altro.
Tom Cruise e Quentin Tarantino andranno comunque al cinema a vedere film, anche se al posto di Barbie e Oppenheimer daranno Giovannona Coscialunga. È il loro mestiere, la loro passione.
Chiuso questo rubinetto, rimarrà ben poco.
Per cambiare un sistema bisogna affondare alla radice del problema e sovvertirne le logiche. E di questo fatichiamo a vederne traccia.
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