
I rincari dei prezzi delle compagnie aeree sono sotto gli occhi di tutti.
Andiamo ad analizzare il fenomeno perché è affascinante e, come sempre, nasconde approssimazione e ignoranza.
Durante la pandemia il turismo era in coma, sappiamo tutti il perché. Un barlume di innovazione, in realtà puramente frutto della necessità, aveva portato le compagnie aeree a sperimentare tecniche proprie del settore alberghiero. La possibilità di spostare le date del volo o, in alcuni casi, la totale rimborsabilità (come condizioni base, senza sovrapprezzo). Lasciamo stare poi gli incidenti con i voucher o il fallimento di Alitalia. Sembrava potesse esserci spazio per nuove manovre.
Finita la pandemia tutto è tornato indietro. Anzi, i prezzi si sono enormemente alzati. Dati ufficiali contano più del 20% sulla classe economy. E questo al netto del prezzo del carburante che è addirittura calato.
Scandalo, vergogna. Aguzzini! Questi ci speculano!
E torniamo ai due cardini della questione. Approssimazione e ignoranza.
Approssimazione: gli operatori del settore si sono trovati al cospetto di due problemi. Il primo, quello di tutti, è lo specchio di due anni persi e soldi che nessuno potrà mai restituire. Il secondo è un minor numero di aeromobili a disposizione. Quindi le tariffe aumentano a dismisura, per recuperare il terreno perduto. Scelta che parrebbe scriteriata, se non fosse che la domanda è talmente ampia da premiare questi rincari. Complice anche la minor disponibilità.
Ignoranza: chi subisce queste logiche, il consumatore, si indigna. O meglio, sono le associazioni di categoria che lo fanno al posto suo. Perché chi deve cacciare i soldi, se li ha, lo fa eccome. E allora come mai protestare per le logiche di mercato? Se un prezzo funziona è perché il mercato lo ha abbracciato. Fosse stato indecoroso, sarebbe rimasto invenduto. Eppure questa è l’epoca del tutto pieno, del sovraffollamento.
Il ministero delle imprese e del Made in Italy è pronto a intervenire con un decreto legislativo.
Che, dal nostro punto di vista, equivale a una censura. Il libero mercato deve poggiarsi sulla possibilità di ricercare il prezzo giusto, al momento giusto, alle condizioni adeguate. Che poi vorremmo capire come a livello nazionale si possa influire su un mercato globale, ma lasciamo correre.
Quello che sta accadendo oggi premia tutti, indiscriminatamente. Anche chi spara la tariffa per i motivi sbagliati. E vale per gli aerei tanto quanto per gli alberghi e per i ristoranti.
Domani, chi lo sa. Entreremo in crisi, finiranno i soldi, dovremo tornare indietro? Si vedrà.
Per ora, è così.
Il rincaro delle compagnie aeree è solo una riparametrazione della realtà economica attuale.
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crediti immagine pixabay, Revenue Bros
