
Netflix, dai al mercato ciò che vuole. Ti prego.
Sembra una supplica faceta, in effetti lo è. Di sicuro il destino del mondo passa per altre priorità. Eppure, negli ultimi anni, la più famosa piattaforma di streaming sta sovvertendo le più sensate logiche del mercato.
Analizziamo i fatti.
Netflix nasce nell’ormai lontano 1997 come servizio di consegna a domicilio per affitto o acquisto di DVD. Un rivale sui generis dell’allora impero Blockbuster.
Si è poi, negli ultimi quindici anni, trasformato in una piattaforma streaming con un abbonamento fisso (mensile). Fino ad arrivare a noi italiani nel 2015.
Neonata, Netflix offriva un catalogo composto da produzioni esterne e una esigua ma valida proposta di produzioni proprie.
È superfluo dire che Netflix ha rivoluzionato il mercato, a costi accessibili, facendo nascere epigoni e proseliti inenarrabili. Ha conquistato il mondo delle serie tv, ha vinto oscar, ha alleviato la staticità della pandemia.
Tutto rose e fiori quindi. Affatto. Netflix è entrato in un circolo vizioso difficile da sostenere. E solo in parte a causa della concorrenza che si è formata.
L’idea commerciale dei capoccia di Netflix si basa su principi apparentemente logici. Chi ha già sottoscritto un abbonamento, rimane perché attratto dalla proposta. Per accaparrarsi nuova linfa, bisogna offrire novità. Sempre di più.
Maggiori produzioni equivalgono a costi sempre più alti. E questo induce Netflix a restringere le condizioni di abbonamento. Prima si aumenta il canone (già fatto), poi si discute sul numero di utenti che posso utilizzarlo (forse). Infine si aggiungerà la pubblicità, scaglionando la proposta in tipologie di sottoscrizione a prezzi differenti.
E per cosa esattamente?
Netflix sta sì aumentando serie e film col suo marchio, ma sta abbassando tremendamente la qualità. Cancellando anche show con uno zoccolo duro di fan già sufficiente a giustificarne il prosieguo. I suoi algoritmi intercettano i gusti del singolo, trasformandoli in statistica. Peccato che un appassionato di thriller vedrà un film o una serie di quel genere, certo, ma la apprezzerà solo se è di buona qualità.
Netflix sta servendo a una tavola piena di bambini viziati che si ingozzano di cibo spazzatura. Col risultato che ci si alzerà da tavola nauseati e con tre quarti delle portate da gettare nella spazzatura.
Netflix, nessuno ha il tempo materiale per stare appresso a tutto!
Minor quantità e maggior qualità. Ecco cosa chiede il popolo. Quel che funzionava un tempo.
Netflix, ascolta il mercato, dagli ciò che vuole.
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