Attualità

cosa sta accadendo

Previsioni per il 2025

Previsioni per il 2025 - Revenue Bros

Anno nuovo, nuove speranze. E previsioni per il 2025.
Come sempre, soprattutto post pandemia, azzardare previsioni è complesso pur lavorando di logica. Tuttavia, con qualche inflessione, il 2024 ha retto bene botta (almeno per chi ha lavorato con criterio).
E ora cosa ci attende?
Gli ultimi mesi dell’anno scorso sono stati di buon auspicio, nei prossimi sei mesi il mercato è vigile e attivo. All’apparenza i segnali paiono incoraggianti, persino migliorativi.
Molto dipenderà da varie e brusche vicende geopolitiche, augurandosi la massima stabilità, per il bene di tutti. Il clima interpreterà il suo solito ruolo da protagonista.
La nostra Italia potrebbe godere di alcuni benefici.
Ad esempio, dal prossimo Aprile servirà il visto per sbarcare in Gran Bretagna. Il costo sarà tutt’altro che esorbitante (10 sterline), anche perché soggiornare da quelle parti è tutt’altro che economico per la maggioranza dei paesi del mondo, aggiungere un piccolo obolo sarà ininfluente. Tuttavia c’è da considerare l’effetto psicologico; è comunque una procedura aggiuntiva e, per l’appunto, un’ulteriore spesa. D’altronde la Brexit prima o poi avrebbe richiesto questo tipo di accorgimento.
Chi parte ancora più agguerrito, per scacciare l’incubo dell’Overtourism, è la Spagna. Ha iniziato con la guerra agli affitti brevi già dallo scorso anno e, dallo scorso Ottobre, per approdare in terra ispanica c’è bisogno di comunicare una quantità esorbitante di dati personali sensibili, tra cui anche il conto bancario. Inoltre, per dare un’ulteriore spallata ai desideri di viaggio di molti, aggiungerà anche la tassa di soggiorno. Considerando che la Spagna è in cima alle liste delle nazioni più frequentate e richieste al mondo, l’impressione è che questi freni distribuiranno almeno in parte i potenziali turisti altrove.
Infine noi abbiamo la sede del Giubileo. Roma si è in minima parte rifatta il trucco e ha già iniziato ad accogliere migliaia di fedeli. L’onda lunga dell’evento Santo si protrarrà per tutto l’anno e ne beneficeranno tutti. Perché più di qualcuno sfrutterà la circostanza per farsi un giro ben più ampio del bel paese, anche mantenendo i propositi religiosi.
In più ci sono trend che vanno già in positivo senza bisogno di spinte esterne. Le città d’arte erano in crescita già dopo la pandemia, il mare è il mare. E la montagna vola anche d’estate.
Incrociando le dita, le previsioni per il 2025 sembrano davvero incoraggianti. 

Previsioni per il 2025 Leggi tutto »

Wrapped 2024

Wrapped 2024 - Reveneue Bros

È giunto l’ormai attesissimo momento del Wrapped 2024; tradizione inaugurata anni fa da Spotify, il Wrapped è un riassunto statistico di ogni dettaglio di utilizzo dell’applicazione da parte dell’utente. Un giochino divertente, sempre più sofisticato, che crea fidelizzazione e attesa. Addirittura da un paio d’anni viene registrato dagli artisti un messaggio specifico per chi li ha messi in testa alle proprie riproduzioni.
Come tutto ciò che crea un trend, anche quest’idea è stata mutuata da altri. Tra cui le nostre care OTA, Booking ed Expedia. Anche loro quest’anno hanno mandato un resoconto delle nostre abitudini da viaggiatori (e da cercatori di viaggi). Un po’ più complesso viaggiare rispetto a sentire una canzone dal cellulare, tuttavia.
Nell’epoca moderna, dove tutto è tracciabile, questa manovra esalta ancora di più un fatto. L’importanza dei dati e di come si possano utilizzare. A livello informatico questa possibilità c’è da sempre, gli addetti ai lavori dovrebbero averne già fatto tesoro. E sapete chi aveva capito il fascino di queste pratiche a partire da decenni orsono? I videogiochi. La statistica applicata a ciò che accade nel mondo virtuale videoludico è radicata nella mente dei gamer. L’evoluzione, questo a copia di Spotify, è stato il Wrapped anche di Playstastion.
E finiamo con gli sport, dove la statistica applicata e ormai realtà da anni, soprattutto negli USA.
Le statistiche sono fondamentali per capire i comportamenti di ognuno di noi. Andiamo al di là del mercato e della vendita, perché queste sono solo una conseguenza di come ci comportiamo. Avere noi in primis il controllo di ciò che desideriamo e di cosa materialmente facciamo ci può indurre a prendere delle decisioni più sensate. Dal conteggio esatto di ciò che esce dal nostro portafogli al tempo che dedichiamo alle nostre attività.
Certo le statistiche vanno interpretate, altrimenti si fraintendono. Booking, per esempio, ha messo in questo Wrapped il presunto risparmio nelle prenotazioni effettuate sulla sua piattaforma. Come se fosse l’unico distributore e la sua tariffa fosse quella più concorrenziale. E allo stesso livello c’è il concentrarsi solo sul ricavo medio senza badare all’occupazione. La produzione lorda senza essere incrociata al guadagno netto.
Abbiamo un mondo di informazioni che può permetterci di fare ciò che di più sano ed etico ci è concesso. Andare incontro al mercato. Perché è questo il nostro obiettivo, da qualsiasi lato si guardi.
E allora facciamo anche noi il nostro bel Wrapped 2024.

Wrapped 2024 Leggi tutto »

Tariffe per Capodanno

Tariffe per Capodanno - Revenue Bros

Ormai è più che ora per iniziare a preoccuparsi delle tariffe per Capodanno.
In verità è un pensiero che avrebbe dovuto persistere dal momento in cui le avete prodotte a oggi. In fin dei conti, il 31 Dicembre è l’unica data del calendario gregoriano assolutamente insostituibile. Le altre festività possono vivere problematiche legate ai giorni della settimana, alla meteorologia, alle leggi di compensazione turistica. L’ultimo giorno dell’anno, invece, è quello e basta. I giorni precedenti o successivi possono avere un’influenza diversa a seconda di quando cadono, ma i fari saranno sempre puntati sul magnifico 31 Dicembre.
Supponendo che abbiamo tutti prodotto il giusto prezzo, sulla base del nostro storico e sul vento che tira in questo articolato 2024, oggi come siamo messi?
Se siete già pieni e pensate di essere felici, vi sveglio dal sogno e vi dico che avete fatto male. Sebbene il progressivo aumentare dell’acquisto lastminute abbia causato in alcuni casi un abbassamento della qualità della vendita, alcuni momenti vanno trattati e considerati a parte. Mantenere qualche unità a disposizione del mercato lasminute sul Capodanno è doveroso. Tenendo certo in considerazione la vostra location e la vostra finestra abituale di prenotazione.
Se tuttavia doveste essere già pieni e lavorare in condizioni di cancellazione gratuita, con una buona cancellation policy a pararvi le spalle, evitate di commettere un’altra madornale imprudenza. Vi entreranno cancellazioni, questo è poco ma sicuro. Manca ancora un mese dopotutto, c’è chi ci ripenserà. Queste cancellazioni potrebbero farvi tremare la sedia sotto il sedere e presi dal panico potreste aver voglia di ritoccare il prezzo a ribasso. Perché l’ultima o le ultime unità che avete materializzato sono entrate a cifre importanti.
Fermi!
La bellezza delle cancellazioni è che spesso riguardano le prime prenotazioni entrate, a tariffa di partenza. Il meccanismo sta aumentando in modo fisiologico la qualità del vostro ricavo medio. Perciò buoni, lasciate il piede su quell’acceleratore. Tariffe alte e petto in fuori.
Certo, a meno di catastrofi e di perdite corpose di occupazione.
C’è ancora tempo, il Capodanno s’ha ancora da fare. Dubitate certo se la vostra occupazione sfiora a stento il 50% o meno.
Altrimenti le tariffe, in funzione di una buona occupazione, devono rimanere polpose e corpose.

Tariffe per Capodanno Leggi tutto »

Fine 2024 con vista 2025

Fine 2024 con vista 2025 - Revenue Bros

Fine 2024 con vista 2025. Ancora presto per tracciare una linea e liquidare quest’anno ma un’idea ce la siamo fatta.
Iniziamo dalle notizie ottime; Ottobre sta andando bene, anche per chi ha leggermente sofferto durante il periodo estivo. Ciò che è più sorprendente, considerando l’attrattiva del mese, è che Novembre pare avere una marcia in più. Ha senso, ci arriviamo tra poco.
Guardandoci attorno, quindi permetteteci questa generalizzazione, tutto il 2024 ha faticato a tenere botta con l’anno passato. Più probabile, soprattutto nelle città d’arte, si sia andati lievemente sotto. Questo considerando, come da manuale, un lavoro impostato e gestito con gli stessi crismi e operato con continuità negli anni. Ricordatevi sempre che i parallelismi hanno senso solo se giudicate voi stessi e mai ciò che hanno fatto altri.
Col senno di poi è tutto semplice. Anche nella testa di chi ha lavorato i numeri e commessi delle leggerezze, la voce della saggezza sussurra il più classico dei “te l’avevo detto”. Si era detto che il 2023 rischiava di essere una bolla anomala difficile da ripetere. Si era detto che tariffe così imponenti sarebbero state difficili da replicare. Eppure la strategia commerciale si è appoggiata a quei risultati.
Fisiologico, perché nessuno possiede la palla di cristallo. Positivo, perché abbiamo provato a battere i nostri stessi record. Deleterio, perché abbiamo preso nel verso errato tutto ciò che è venuto.
In termini assoluti, questo rimane un buon anno finora. Perché mantenere uno status di eccellenza, quando lo si è raggiunto, è da pacca sulle spalle.
Cosa ha funzionato meno? Guardate i vostri dati. Analizzate le vostre vendite. È possibile che riscontriate proprio nei momenti di picco dei lievi cali. Mai di occupazione, quella sempre ottima se si è scesi ai giusti compromessi, ma di qualità sì. Una lieve flessione quindi in meglio sui giorni “normali” e un calo, alcune volte sensibile, su eventi, festività e weekend.
Una postilla sulla montagna, in totale e costante ascesa ormai da anni. Perciò meriterebbe un discorso a parte.
La buona notizia è che potremo far tesoro di ciò per il 2025. Possiamo aspettarci che sia un anno in lieve crescita, se sappiamo dove mettere le mani.
Guardate Novembre, per tornare a qualche riga fa. Tariffe più equilibrate attraggono una grande quantità di mercato. E, sulle basse aspettative di uno dei mesi universalmente più deboli dell’anno, si percepisce la differenza.
Il mercato continua a esserci, vasto e florido. Continua a essere nostro compito intercettarlo.
C’è da abbassare un pochino? Fatelo.
Questa fine 2024 può essere piena di soddisfazioni, così come il 2025.

Fine 2024 con vista 2025 Leggi tutto »

Oasis, Dynamic Pricing e comunicazione

Oasis, Dynamic Princing e comunicazione - Revenue Bros

Oasis, Dynamic Pricing e comunicazione. E ci risiamo.
Per l’ennesima volta il mondo della musica è investito da una polemica sulla vendita dei biglietti.
Per chi ne fosse rimasto all’oscuro, gli Oasis hanno annunciato un piccolo tour di ricongiungimento. Dopo anni di separazione poco cordiale, l’iconica band inglese torna in pompa magna.
Le date dei concerti, tutte sul suolo britannico, hanno messo in fila gli aficionados di tutto il mondo. Ore e ore di lunghe code, spesso infruttuose, concluse con il tutto esaurito in neanche mezza giornata di esposizione.
Ed ecco la polemica, immancabile, sui prezzi. Secondo quanto riportato dagli acquirenti, Ticketmaster (sito ufficiale di distribuzione) avrebbe applicato il cosiddetto dynimic pricing, portando le tariffe a cifre sproporzionate. E siccome alcune date saranno a Dublino, ancora territorio parte dell’Unione Europea, a Bruxelles la commissione sta indagando.
Negli Stati Uniti c’era già stata la diatriba, il protagonista era stato Bruce Springsteen, adesso ci svegliamo anche dalle nostre parti.
E noi torniamo sempre sui soliti punti. Il prezzo dinamico è legittimo su qualsiasi prodotto commerciabile. Soprattutto se si parla di forme d’intrattenimento o beni di largo consumo. Brutalmente, se hai soldi vai, altrimenti te ne stai a casa. Ed è legittimo stabilire determinati parametri al di là delle proprie disponibilità economiche. Avere mille euro da spendere può comunque portare alla scelta di tenerseli in tasca.
Compito di chi vende è cercare di comprendere il prezzo giusto al momento giusto. Se vende, allora il prezzo è corretto.
Da criticare piuttosto la comunicazione, in un mondo (quello della musica) in cui ancora si è poco abituati a certe pratiche. Scorretto è mettere di fronte al fatto compiuto o, peggio, giustificarsi a posteriori. Hanno dato l’impressione di arrampicarsi sugli specchi appigliandosi al prezzo dinamico.
Saranno messi nuovi biglietti a disposizione del mercato, cercando di privilegiare chi è rimasto a bocca asciutta dopo ore di fila, attraverso un metodo di lotteria.
E sarebbe più democratico?
Ciò che va contestato, di nuovo, è permettere la rivendita in puro stile da bagarino a piattaforme che andrebbero  chiuse e vietate. Dove guadagna il singolo e non l’artista. E chissà quali magheggi ci sono dietro.
Assurdo pensare che alla rivendita ufficiale sia vietato di modulare i prezzi a seconda della domanda ma poi altrove viene fatto impunemente.  
Se tutti applicassero il Dynamic Pricing, vivremmo un’economia assai più democratica ed equilibrata. L’augurio è che si vada sempre più in quella direzione. 

https://www.revenuebros.it/il-bagarinaggio-online-di-viagogo/
https://www.revenuebros.it/evento-irripetibile/

Oasis, Dynamic Pricing e comunicazione Leggi tutto »

All you can fly

All you can fly - Revenue Bros

Dopo l’all you can eat, adesso c’è l’all you can fly di Wizz Air. La moda del momento, una trovata commerciale che pare andare incontro all’esigenza delle masse. Spendere il meno possibile e avere accesso illimitato alla proposta.
Nello studio economico della questione, partendo dalla ristorazione, superficialmente la necessità di far percepire una spesa minore. I prezzi si sono alzati a dismisura in ogni settore. Così il consumatore si sente più avvantaggiato scegliendo questa formula. Sa già quanto spende e può ingozzarsi fino a scoppiare. Avevano iniziato gli asiatici, tutti gli sono andati dietro.
Certo è anche un trend e una promozione di puro marketing. Alla base però il rifiuto di accettare che il cuore di tutto sia il portafogli. Per alcuni, sarebbe anche solo più semplice riparametrare i prezzi.
Ma veniamo a Wizz Air compagnia low cost ungherese fondata nel 2004. Negli ultimi giorni è sulla bocca di tutti e ne abbiamo lette di tutti i colori. La vendita di un pacchetto che consente di viaggiare tutto l’anno in modo illimitato, su tratte internazionali, è andata a ruba. Partendo da 499 euro per i più veloci fino a toccare i 599 euro. L’iniziativa ha già registrato il tutto esaurito, infilando immediatamente nelle casse dell’azienda più di 5 milioni di euro.
Soprassedendo su tanti aspetti che con l’analisi commerciale hanno poco a che vedere, le critiche più sensate riguardano le restrizioni del suddetto pacchetto.
– Si può prenotare al massimo a 72 ore dalla partenza: il che rende molto complesso organizzarsi per tempo, andando a prendere un mercato lastminute, di chi è disposto ad accontentarsi di ciò che passa convento. Quanti voli poi saranno realmente disponibili con una finestra così ridotta?
– Si può acquistare un biglietto per volta. Perciò potenzialmente si acquista l’andata e il ritorno rimane appeso all’incertezza. E l’albergo per quante notti si prenota allora?
– Il bagaglio, anche quello a mano, dovrà essere pagato a parte. Oltre alla scelta del posto, opzionale, o il bagaglio da imbarcare. Un bel gruzzoletto in più nelle tasche di Wizz Air.
Elementi che renderanno complessa la totale riuscita dell’iniziativa; ne saprà dire chi ha acquistato, tra qualche mese.

Sì, perché è limitata a un numero ristretto di consumatori.
Sì, se la necessità è quella di incassare subito, quanto più possibile.
Sì, perché va di moda ed è una promozione pazzesca per una low cost di second’ordine.
Sì, perché si può analizzare un segmento di mercato che allarga il nesting delle vendite e studia i suoi comportamenti.
Ciò che avrebbe più senso, forse, è dedicare una porzione ridotta di posti a disposizione di quest’iniziativa sin dall’inizio. Un massimo di tot posti che vadano a creare occupazione ma evitino di condizionare troppo il risultato economico finale.
Stanti così le condizioni, sembra una mezza fregatura.
Il mercato è libero, chi acquista lo fa accettando le modalità di ciò che gli si propone.
Vedremo in quanti copieranno.
E allora ai posteri la sentenza sull’all you can fly di Wizz Air.  

All you can fly Leggi tutto »

Come sta andando il 2024

Come sta andando il 2024 - Revenue Bros

Come sta andando il 2024, facciamo il punto. Siamo a Luglio, ufficialmente in estate. Ciò vuol dire che abbiamo già passato due macro segmenti dell’anno. La stagione invernale, il picco di altissima in montagna. E la primavera, picco di altissima per le città d’arte.
Alle porte dell’estate, sembra essere chiaro che il 2023 sia stato un anno eccezionale dal punto di vista dei risultati. Spingersi a definirlo irreplicabile è forse eccessivo, tuttavia aspettarsi che quest’anno polverizzi ulteriori record può costare caro a chi muove le tariffe di vendita.
Necessaria quanto ovvia specifica: quando parliamo di rapporto tra un anno e l’altro, presupponiamo sia in funzione di strategie simili, possibilmente applicate dalla stessa mano.
Questo 2024 ci sta dando delle linee guida piuttosto chiare riguardo l’affidabilità del mercato.
Iniziamo col pacificare gli animi. Anche solo pareggiare il risultato di produzione del 2023 è un gran bel lavoro, figuriamoci superarlo. Ci sta quindi che si lasci per strada qualche cosa, sia in termini di occupazione che di ricavi. Questo perché la base dello storico ha reso ancora più audaci prezzi che già avevano toccato picchi massimi. Fattore che va unito alla sana ambizione di migliorarsi sempre.
Lo storico va interpretato, è vero, ma è complesso ipotizzare scenari di mercato in un’epoca così isterica. Abbiamo ragionato sui connotati dell’inflazione ma anche il più esperto analista ha dovuto spalancare le fauci al cospetto del quadro generale. Ora sembra che tutto si stia pian piano riparametrando. Utilizziamo il condizionale perché, per regredire, c’è bisogno che chi vende prenda coscienza della necessità di livellare di nuovo i prezzi verso il basso. Una sorta di violenza psicologica, ancor prima che imprenditoriale. Principalmente il motivo per cui molti finiranno in difficoltà economica. Anche perché i costi, quelli sì, rimangono stabili.
In molti caso hanno (parzialmente) fallito festività, ponti e giorni infuocati. Laddove lo scorso anno si potevano spingere le tariffe verso l’infinito, in questo 2024 ci siamo accorti che il mercato ha una sensibilità alla spesa diversa.
Ancora aspettiamo dati ufficiali sulle presenze, sempre da prendere con le pinze per altro. La sensazione è che la quantità potenziale di viaggiatori sia la stessa, è l’attenzione al portafogli che è diversa. Anche per questo piazze con forte anima business hanno avuto maggiori sicurezze. Poi c’è la famigerata variabile meteo, quest’anno davvero determinante sulla bella stagione, finora.
Detto ciò, lavorando come si deve, montagna e mare andranno ancora alla grande.
Se il 2024 sta andando peggio di quanto vi aspettavate, analizzate le vostre debolezze.
E, quando necessario, abbiate il coraggio di abbassare la tariffa.

Come sta andando il 2024 Leggi tutto »

Appartamenti e Pulizie

Appartamenti e Pulizie - Revenue Bros

Appartamenti e pulizie, difficile gestire in autonomia una o più unità abitative.
Iniziamo dal fatto recente; il 19 Giugno 2024 Marta Cantoni, gestrice di una decina di appartamenti in modalità affitto breve, diventa virale grazie a un video in cui mostra la condizione invereconda in cui è stato lasciato un suo appartamento dagli ultimi ospiti.
Sporcizia a livelli estremi, incuria, aria condizionata e riscaldamento accesi contemporaneamente e finestre aperte.
Come a mandare un monito, fare questo mestiere è complesso.
Come a lanciare una provocazione, dite che è facile improvvisare una professione e invece.
Migliaia di visualizzazioni, like e commenti.
Gli appartamenti mono unità sono più complessi da gestire. E questo a prescindere dall’educazione del cliente. Sono di fatto una struttura  con un’unica disponibilità. Lavorare su un prezzo, lo storico è relativo, il margine d’errore è pari a zero, la visibilità online è minima. Tante trappole anche dal punto di vista della gestione. Accoglienza, soggiorni minimi. E pulizie.
Le pulizie sono un duplice problema, di gestione e di percezione.
Se si decide di esternalizzare, le cooperative viaggiano su cifre importanti. Somme che diventano un costo variabile e che quindi finiscono nell’analisi del prezzo di vendita.
Se si decide di assumere una o più persone, quello che diventa un costo fisso dev’essere ponderato in funzione dell’occupazione e della qualità della vendita.
Se costruiamo un prezzo mettendo a parte il costo delle pulizie, il cliente può percepirlo come eccessivamente esoso e quella voce, oltre alla tariffa di vendita, pesa come un macigno. E, quel che è peggio, nelle ricerche online appare una tariffa che poi è lontana da quella finale. Si sente preso per i fondelli.
Lungi da noi asserire che la maleducazione di qualcuno sia legata a una questione meramente economica. Teniamo anche presente che la casistica è nemica della statistica. Per ogni cliente che si comporta male, dieci, venti, cento saranno ligi alle regole della buona creanza.
AirBnb consente di giudicare l’ospite. E questo mette in parte a riparo chi affitta.
Le OTA si guardano bene da quello che sarebbe un passaggio epocale. È un peccato ma è commercialmente comprensibile.
Il nostro consiglio è di studiare alla radice la situazione.
Pulizie esternalizzate o assunzione di personale? Facciamoci i conti perché sappiamo che è raro si eseguano con criterio.
E poi, nostro spassionato suggerimento, cerchiamo di inserire il costo delle pulizie già nel prezzo di vendita.
Ultima nota sull’accoglienza. La domotica ci rende la vita semplice e abbatte i costi. Consegnare e riprendere le chiavi però consente maggior controllo e magari prevenire disastri.
Tutto sta a capire ciò che ci conviene. 

Appartamenti e Pulizie Leggi tutto »

Il Turismo della Cannabis

Il Turismo della Cannabis - Revenue Bros

Esiste un turismo della cannabis, è fatto noto. Amsterdam è la porta bandiera del movimento.
Utilizzo della marijuana a scopi ricreativi, sia chiaro. Al momento ci sono otto nazioni ad aver legalizzato la cannabis (Canada, Georgia, Germania, Malta, Messico, Sudafrica, Thailandia e Uruguay) più diciannove stati degli USA e il territorio della capitale in Australia. Ad Amsterdam non è propriamente legale, tantomeno in Olanda. Ci sono inoltre distinzioni tra la coltivazione e l’uso personale e la vendita o lo spaccio.
La Germania è l’ultima, in ordine di tempo, ad aver aperto a questo tipo di possibilità. Dal primo Luglio infatti la nuova legge entrerà in vigore, anche se sarà restrittiva e appannaggio dei residenti con un minimo di sei mesi di permanenza sul territorio.
Lasciando da parte i discorsi socio-politici. Che tipo di impatto avrà questo sul turismo?
Partiamo da un dato molto interessante. Secondo un sondaggio del 2023 proposto da Booking.com, il 36% dei viaggiatori intervistati (circa 24.000 in 32 paesi) ha manifestato interesse verso l’esperienza del “benessere sperimentale”. Un nuovo trend, anche figlio di una cultura informativa ben più approfondita e strutturata rispetto al passato, meno tesa a demonizzare certe pratiche.
Gli Stati Uniti, secondo Forbes, avrebbero aumentato l’indotto di circa 17 miliardi di dollari nel 2022 grazie alla vendita di prodotti legati alla cannabis. Solo nel Colorado, le stime si avvicinano al miliardo l’anno. Non è semplice trovare dati attendibili in tal senso. Sarebbe necessario un incrocio intricato di dati. E, spesso, la visita turistica del territorio va a incontrarsi con la possibilità di consumare marijuana. Di certo un europeo difficilmente andrà dall’altra parte del mondo solo per fumare uno spinello. A New York si va per la città e poi, già che si può, ci si diverte com’è consentito.
Problema che invece pare angustiare Amsterdam, dove la maggior parte delle persone arriva (o torna) per le opportunità che concede. Pur comprendendo i disagi, bisognerebbe rendersi conto di alcune verità. Amsterdam è una città piacevole e ricca di cultura. Facile da esaurire in qualche giorno. I repeater si generano per la possibilità di stordirsi in allegria in un coffee shop.
Il turismo genera indotto, fa girare l’economia.
La Germania sembra orientata a star lontano dal gorgo che ha messo in difficoltà l’Olanda.
Eppure questo tipo di turismo potrebbe essere cavalcato da destinazioni meno celebri, per spostare su di esse la domanda.
Il turismo della cannabis è un nuovo trend di mercato e il mercato, come sempre, va ascoltato.

crediti immagine Revenue Bros, pixabay

Il Turismo della Cannabis Leggi tutto »

Icone Airbnb

Icone Airbnb - Revenue Bros consulenza alberghiera

Airbnb lancia un nuovo progetto sul mercato: le Icone.
Dopo mesi difficili, dopo la brutta (per loro) vicenda newyorkese e le minacce di emularla da parte di altri, Airbnb si rilancia con un’idea molto interessante. Ad abbracciare con intelligenza una nuova forma di turismo, quella esperienziale, che sta prendendo sempre più piede. Chi viaggia tanto ormai ha visto tanto e va alla ricerca di altre emozioni, oltre la canonicità dell’albergo e il giro dei monumenti di una città. Ed è il caso anche di aggiungere quel segmento di mercato commerciale rappresentato dal travel influencer, professione in forte crescita, utile a testare e promuovere il prodotto.
Le icone di Airbnb sono l’esaltazione totale dell’esperienza. Tra i prodotti offerti, la casa con i palloncini di Carl Fredriksen del film animato Pixar “Up”, la fumettistica magione degli X-Men, la casa di Malibu di Barbie e quella dei McAllister di “Mamma ho perso l’aereo”. E poi ci sono gli eventi con i VIP. Si può andare in un loft per giocare ai videogiochi con il re degli influencer Khaby Lame, godersi uno spettacolo di stand-up comedy privato presenziato da Kevin Hart o vivere come una star di Bollywood.
Insomma, investimenti importanti, presentazioni in pompa magna e un progetto chiaro, quello di rivoluzionare (nuovamente) l’idea di viaggio.
Da sempre sosteniamo che Airbnb rappresenta un segmento di mercato completamente differente rispetto alle OTA. E qui teniamo da parte tutti i discorsi relativi alla burocrazia e la professionalità di chi gestisce il prodotto.
Banalmente, il cliente di Airbnb è diverso da quello di Booking.com. Cerca altro.
L’arrivo delle Icone spinge ancor di più in quella direzione.
Interessante anche il metodo di commercializzazione. Tramite applicazione, quindi da desktop è negata la possibilità, si fa richiesta. Le esperienze sono dei veri e propri eventi e perciò hanno una scadenza. E le tariffe si allineano intorno ai 100 dollari. Chi viene selezionato, chissà con quali criteri, può coronare il proprio sogno.
È probabile che sia una fase di sperimentazione che poi porterà a un assestamento anche sulla vendita.
Pare però che abbiano centrato l’obiettivo, ancora una volta.
Oggigiorno è ancor più importante differenziare e rendere unico il soggiorno. L’abitudine, la cultura e gli strumenti di comunicazione odierni premiano le particolarità e le idee fuori dal coro.
Le icone Airbnb potrebbero aprire la mente al futuro del mercato nel nostro settore.

Icone Airbnb Leggi tutto »