
E se i voli aerei cambiassero?
Questo è uno degli argomenti che, da addetti ai lavori e appassionati di viaggio, ci stuzzica sempre di più. Perché il turismo è possibile solo grazie alle connessioni dei trasporti, alla semplicità crescente di spostarsi. Il mondo è diventato a portata di mano e, utile sottolinearlo, viviamo un’epoca davvero fortunata in questo senso.
Ma avete anche voi la sensazione che, in certi ambiti, si rimanga troppo legati a concezioni troppo radicate nel tempo?
Nel settore alberghiero si sono fatti tanti passi in avanti, anche grazie all’unicità delle strutture. Nel ricettivo si può essere individualità, al contrario delle mega compagnie che dirigono gli spostamenti. Questo dà largo spazio alla personale creatività, alla sperimentazione.
Ciò significa che i voli aerei debbano rimanere ancorati agli stessi principi da anni?
Per un attimo la pandemia li ha accompagnati verso lo splendore della cancellazione gratuita. Meccanismo che, vaglielo a spiegare, incrementerebbe le prenotazioni. Li farebbe faticare di più, certo. Ma i benefici sarebbero innegabili.
Sono tornati indietro, come purtroppo era prevedibile.
Proprio durante l’ultimo viaggio, in attesa del volo di connessione, è arrivato un pensiero affascinante. Eravamo a Zurigo. C’è un fastidio incontrollabile pronto a governarci quando facciamo scalo su una destinazione che non conosciamo. Come quando si compra una calamita da frigorifero di un luogo dove non si è stati. Per quanto sfatti, dopo un volo di quasi quattordici ore, la voglia di visitare un posto sconosciuto era forte.
E se, in fase di acquisto, la compagnia proponesse un allungamento dello scalo? Invece di tre ore, uno, due, tre giorni. Anche con una tariffa lievemente maggiorata, se opportuno. Un modo per allungare l’esperienza, per aggiungere spessore.
In fin dei conti i posti aerei si riempiono come le camere di un albergo.
Che modo meraviglioso di aprire opportunità neanche prese in considerazione. Un po’ come proprio le low cost hanno fatto con tariffe aggressive su aeroporti in città minori.
È opinione diffusa credere che per guadagnare di più sia sufficiente aumentare i prezzi.
Magari alle compagnie aeree manca il senso di responsabilità verso un settore, quello turistico, che è il più florido del mondo. Per questo rimangono sedute e faticano a rinnovarsi.
E se i voli aerei cambiassero?
Servirebbe un cambio di mentalità, altroché.
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