
Alzi la mano chi pensava che l’estate 2021 sfiorasse i numeri del 2019. La mente dietro all’analisi, durante questa pandemia, ha lottato tra timori giustificati e razionalità. Ad Agosto 2020 ci eravamo illusi che tutto fosse alle nostre spalle, che il peggio fosse passato. E poi da Ottobre 2020 fino a Maggio 2021 il nuovo incubo, sotto certi versi peggiore della prima ondata.
La paura ha minato la lucidità di molti. Ma la logica non poteva che portare dove siamo adesso.
C’è una grande verità che neanche il Covid ha cancellato. Il turismo è la massima ambizione di ognuno di noi. È mancato perché è stata cancellata la possibilità di esprimerlo.
Il viaggiatore in questo anno e mezzo è stato l’imbucato a una festa a cui non era stato invitato.
Oggi l’Italia è piena in ogni angolo. Si rivedono turisti per le strade di Roma e di Venezia, le due grandi più sciagurate. Ripartiamo da qui.
Il nostro compito non muta. L’albergo non si riempie per immacolata concezione, il profitto non si ottiene con i denti da latte sotto il cuscino. Lavoriamo su una strategia commerciale proficua, al passo coi tempi. Sulla qualità dell’accoglienza, sull’opportuna esposizione online.
Chi ha sempre operato bene, oggi raccoglie gemme.
Cosa sarà del futuro ancora non ci è dato saperlo. L’estate 2021 può essere frutto di un trend tanto quanto di meritocrazia. Ciò che verrà però sarà per chi saprà assumere i giusti comportamenti.
