Acqua e ristorazione, un binomio interessante

Acqua e ristorazione, un binomio interessante - Revenue Bros

Acqua e ristorazione, un binomio interessante. Nell’interpretazione della vendita di un bene così prezioso, imprescindibile, ci sono tanti aspetti da considerare. Persino delle opportunità che non sempre vengono colte nel modo adeguato.
In Italia un tempo non era una bestemmia chiedere quella del rubinetto. Oggi il cameriere esordisce domandando se la si preferisce liscia o gasata, dando (giustamente) per scontato che se ne abbia necessità.
Esistono culture, per esempio negli Stati Uniti, che prevedono l’immediato approvvigionamento di bicchieroni di tap water pieni di ghiaccio una volta preso posto a tavola. In altri lidi, in alcune parti della Germania, una bottiglia è cara quanto mezzo litro di vino della casa.
Premettendo che la strategia corretta è quella che funziona, vanno fatte delle considerazioni.
La gratuità sblocca dei meccanismi psicologici. Risparmiando su qualcosa che è necessario, si aprono porte verso un intero menù. Dalla scelta di una bevanda parallela all’investimento in un antipasto o in un’altra portata. Non escludendo poi la possibilità di ordinare un’acqua in bottiglia. A molti piace esclusivamente quella.
Anche un pasto è questione di budget, gran parte del mondo si siede in un ristorante con l’assillo di quanto spenderà. Non si tratta di cosa è eticamente giusto. Il sentore è che spesso però certe decisioni si prendano in base a ciò che fanno gli altri, oro colato che non si mette mai in discussione.
Le vie della vendita, invece, sono infinite.

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