
L’aria buona si riconosce quando l’imprenditore non si preoccupa più dell’occupazione ma della presunta qualità delle prenotazioni. L’angoscia non è più rivolta al dato percentuale che mette in risalto l’invenduto, no. Piuttosto la ferocia, alle volte stizzita, spesso delusa con cui nota che il prezzo non è quello che vorrebbe. Perché c’è da recuperare ciò che si è perso, perché i costi sono lievitati, perché il valore del prodotto è soggettivamente più alto.
Esercizio periglioso, da manovrare con cautela.
È sempre stato complicato trovare l’equilibrio analitico in mezzo a queste pulsioni. Eppure oggi accogliamo anche l’imperfezione dell’animo umano, persino la sua incapacità di discernere tra pretese personali e mercato. Perché se oggi è tornato questo, vuol dire che abbiamo davanti una strada interessante.
Febbraio è persino andato oltre le previsioni. Erano catastrofiche, questo è vero. Il fatto che ci sia stata vita, per chi ha accettato i giusti compromessi, è un grande successo. Marzo si avvicinerà alla normalità.
Il sotto data impera ma il previsionale trova dei sussulti interessanti anche a distanza di quattro, cinque mesi. L’estate scoppierà, tutti ne siamo consci.
Lo abbiamo detto e ripetuto tantissime volte, le dinamiche di acquisto sono cambiate e hanno lasciato un solco difficile da cancellare. Ciò non deve illudere che rimarranno immutate, chi lo crede è perso in partenza. Indietro però non si torna, se non nella ciclicità che alle volte il mercato, come la vita, ha.
Ancor di più oggi il prezzo giusto può esserlo per una finestra temporale ancora più ristretta. Tararlo ad arte è opera addirittura più complessa, presi dall’isteria di stressarlo quando non raccoglie quanto speriamo. Senza la pazienza di raccogliere i dati che impreziosiranno anche i nostri errori più marchiani.
Sempre la paura di svendere, di stracciare la tariffa, di accogliere gli scarti del turismo. Mai volti a guardare l’importanza di una camera piena. Dimentichi di come lo stesso approccio mentale impedisca di superare l’altro confine. Alzare a dismisura quando ce n’è l’opportunità. Anche quando il tempo parrebbe insufficiente.
L’ultima camera si può vendere, a distanza di ventiquattro, dodici, sei ore dalla fine della giornata, alla metà della tariffa di partenza tanto quanto al doppio della stessa.
I margini vanno interpretati nei tanti segnali che riceviamo ogni giorno. Perché il flusso è tornato imperioso.
Sta a noi stargli dietro.
crediti immagine Pixabay mohamed_hassan
