
Il pacchetto calcio, i tanto agognati diritti tv per la serie A italiana, sono stati infine assegnati a DAZN e a Sky. Un’operazione che porterà nelle casse della Lega (quella sportiva) 900 milioni annui per il quinquennio 2024-2029.
Poco cambia per gli appassionati, il tandem DAZN-Sky è quello a cui ci si è affidati negli ultimi anni. Forse ci si augura che i prezzi, al contrario di come già accaduto, rimangano stabili. Ma quelle sono leggi di mercato su cui è lecito sorvolare, almeno in questa sede.
Dalla lunga e apparentemente complessa trattativa, sembrano uscire tutti soddisfatti. Tranne uno. Voce imponente, prepotente, autorevole.
Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli e nome di prestigio dell’industria e della storia cinematografica italiana.
Attenzione a ciò che dice perché nelle sue considerazioni offre una visione imprenditoriale ad ampio raggio, su cui è utile che tutti riflettano.
Aver ceduto i diritti del pacchetto calcio a piattaforme multiservizio, a detta di De Laurentiis, impedisce di stabilire con esattezza il valore di ciò che si commercializza. Sky, assieme al calcio, si occupa di cinema, show televisivi, serie tv, altri campionati e altri sport. Anche DAZN inserisce nell’abbonamento altri sport e altri campionati.
In questo mare magnum, perciò, è complesso definire l’esatta tariffa del prodotto. Perché, chi si abbona, si lega alla vastità della proposta.
Opinione personale di De Laurentiis è che si sia ricavato poco dalla trattativa, valorizzando scarsamente il prodotto calcio. Nella sua dialettica ha usato una frase che rimane facilmente impressa, accusando i suoi colleghi presidenti di essere stati “prenditori” più che imprenditori. Raccattando quello che gli offrivano, senza cognizione di causa.
Ci sono tanti asterischi da apporre a questo discorso. A esempio il fatto che Sky faccia effettivamente distinzione di prezzo tra i vari pacchetti e che, ormai, ha poca voce in capitolo sulla trasmissione delle partite del nostro campionato. O che DAZN viva praticamente sulle spalle del calcio, almeno nella nostra penisola.
Detto ciò, De Laurentiis spiega in due parole come un imprenditore dovrebbe approcciare alle sue aziende. Valutando i suoi centri costi e ricavi separatamente. Solo così si può stabilire cosa rende. E dargli quindi la giusta dignità commerciale.
Invece si butta dentro alla produzione tutto.
Vi dice qualcosa?
Strutture ricettive con ristoranti, piscine, palestre, stabilimenti balneari, impianti di risalita.
Vendiamo tutto assieme e alla fine i conti li facciamo senza distinguere cosa ha effettivamente funzionato. E poi facciamo a fatica a capire da che parte va il mercato.
Forse il pacchetto calcio vale 900 milioni di euro l’anno, forse meno, forse più. Ormai è andata.
Ma voi siete sempre in tempo a essere imprenditori.
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crediti immagine Lega calcio serie A, pixabay, Revenue Bros
