
Bassa stagione, ci risiamo. Prezzi bassi, prezzi odiati. Mai che si guardi il quadro complessivo.
Ricominciamo con la lezione, fosse mai che entri in testa.
Le tariffe ritenute basse continuano a essere argomento di discussione e fonte di grande angoscia per gli imprenditori e gli albergatori. Sottolineiamo “ritenute basse”, perché la percezione è soggettiva mentre il mercato indica la correttezza di una tariffa senza possibilità di appello.
E riprendiamo i calcoli, facciamoci i conti. Quanto ci costa un’unità abitativa? Perché quando qualcuno sarà finalmente in grado di rispondere a questa domanda, beh, solo allora potremo parlare con serietà di certi argomenti.
Con uno sforzo estremo di immaginazione, sbagliando, consideriamo persino i costi fissi nel prezzo di una camera. Così da poter determinare il prezzo sotto al quale è anti-economico scendere. L’asterisco qui porterebbe a ricordare come i costi fissi rimarrebbero tali anche se la struttura fosse vuota, ma passiamo oltre.
Fatevi i conti di quanto dura la vostra bassa stagione. Due, tre, quattro mesi? Più in là c’è qualche problema di destinazione. Se siete stagionali, questi mesi proprio non esistono. Se siete annuali, avete altri otto mesi di cui almeno quattro di alta occupazione. Giorni, settimane e mesi in cui andrete ben oltre quelli che sono i vostri costi camera. Prendete una calcolatrice, suvvia. Perché i conti quando si vende basso siete sempre pronti a farli, ma quando si vende alto all’improvviso la matematica diventa meno interessante.
Detto che è sempre sconsigliabile perdere soldi, a parte quei rari casi in cui vengano investiti per promozioni o marketing la cui efficacia si può concretizzare solo sul lungo periodo, noi dobbiamo vendere. E, sì, in alcuni giorni qualche camera va sacrificata per il bene comune.
I conti devono tornare alla fine, nel loro complesso totale. Quindi spesso la bassa stagione è utile per tenere duro ed evitare grossi spargimenti di sangue.
Leggete il dettaglio, leggete quante camere realmente siete costretti a vendere a tariffe (presunte) basse. Leggete i ricavi medi anche di quei mesi deboli, leggeteli in funzione del vostro break even, leggeteli in funzione della vostra brand reputation, di quanto poi pompa l’alta stagione.
Mettete insieme tutti questi numeri e poi alla fine dite se siete più o meno soddisfatti.
La bassa stagione richiede prezzi bassi? Forse, ma sono i prezzi del mercato.
Nessuno vorrebbe vendere a quelle cifre, è chiaro vero?
Meglio vendere che essere vuoti. Sempre.
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