
Che noia lo scalo tra un volo e l’altro! Il mercato dell’attesa, in aeroporto. Scadente.
Se avete preso almeno una volta in vita vostra un volo intercontinentale e siete stati costretti ad attendere per ore la connessione tra un o più aerei, siete per forza entrati in una bolla spazio temporale in cui tutto è immobile, rarefatto, in cui ogni minuto è interminabile.
A quel punto, spesso intontiti dal sonno, vi siete detti che fare un giro nei terminal poteva essere una buona idea. Dare un’occhiata ai negozi, sempre meglio che starsene seduti a fissare il vuoto.
Avete fatto caso alla tipologia degli esercizi commerciali?
Grandi brand, boutique persino di lusso, negozi di souvenir, prodotti locali. E i duty free, dove si narra ci sia un grande risparmio, leggende che si perdono nel vento e nel fuoco, labirinti guidati da volti famosi che fanno capolino ammiccanti dai poster e profumi avviluppanti.
Di sicuro qualcuno acquisterà questi prodotti. La ragion d’essere delle grandi marche va valutata più nell’ottica di visibilità, di vetrina, di prestigio. E forse gli bastano una manciata di acquisti al giorno per giustificare la loro presenza.
Ma noi esseri mortali, con il portafogli già messo alla prova da voli sempre più cari, siamo condannati al disinteresse, alla noia.
Quasi sempre gli scali avvengono in aeroporti grandi, in città importanti, dove si intersecano le mete turistiche più richieste. Flussi di gente inenarrabili.
Ma perché sfruttarli così male?
Un altro banale caso di mercato scriteriato, in cui si impone un’idea invece di interrogare una necessità o un desiderio.
Qualcuno però è andato oltre, per fortuna. E ci sarebbero interi capitoli da trattare. Una delle industrie più in difficoltà è quella cinematografica. Eppure in pochi hanno pensato di allestire una o più sale nei terminal. Il miglior aeroporto del mondo, quello di Singapore, ne ha una al Terminal 3. Fiumicino ha da poco inaugurato una Movie Lounge. Quanto potenziale avrebbe questo connubio.
All’aeroporto di Orio al Serio, Bergamo, ci sono adesso delle capsule affittabili a ore dove potersi riposare. Il desiderio più grande di tutti, ronfare un po’ in posizione distesa.
La Turkish organizza a Istanbul dei tour gratuiti per la città a beneficio di chi è costretto ad attese superiori alle sei ore.
All’aeroporto di Naha, Okinawa, c’è una sala giochi.
E siamo sicuri si potrebbe andare avanti con questi esempi.
Il mercato dell’attesa in aeroporto, un potenziale sperperato.
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