
Tariffe incontrollate, un concetto che vuol dire tutto e il suo contrario, che spesso però è in bocca al consumatore e agli imprenditori al giorno d’oggi.
A costo di ripeterci, facciamo il sunto di ciò che è stato da Marzo 2022 a oggi. Febbraio si sta chiudendo e, pur con soli 28 giorni, ha dato la sensazione di esprimersi come mai prima d’ora. Almeno per chi è riuscito a cogliere i giusti segnali da parte del mercato. Insomma chiudiamo un anno effettivo con numeri di occupazione e di produzione clamorosi. Parliamo spesso di alberghi, è il nostro campo, ma ciò vale pressoché per chiunque. Perché il turismo fa girare l’economia. Perché la gente continua ad avere una gran voglia di fare esperienze che non dà più per scontate.
Allora si parla di tariffe incontrollate.
La definizione si potrebbe accostare a quei costi necessari, fuori dal nostro potere. Luce e gas, tanto per citare i soliti noti. Si devono pagare e pace.
Si può accostare altrettanto a chi decide, arbitrariamente, che l’aumento dei costi fissi costringe per forza ad aumentare il prezzo base di vendita? Assolutamente contrari a questo tipo di approccio. Chi fa i conti per bene, si accorge qual è la soglia di prezzo che gli permette di essere virtuoso nel bilancio tra lordo e netto. Perché, anche questo è bene ricordarlo, il mercato acquista il lordo e ogni analisi di ricezione della nostra strategia commerciale va impostata su quello. Il famoso selling price, per darsi un tono. Chi invece decide di alzare perché il trend è quello, perché i clienti ci sono e in abbondanza, perché chi acquista è disposto a concedersi, allora è un altro paio di maniche. Anzi, è esattamente ciò che a livello economico è corretto fare.
E poi però il cliente si lamenta. Si è alzato tutto, tutto costa di più.
Tariffe incontrollate, per l’appunto.
Da imprenditori, sarebbe folle rinunciare alle possibilità che il periodo storico offre. Anzi, da par nostro, la critica è verso chi studia e analizza male questo aspetto. Il 2023, almeno fino e compresa l’estate, sembra essere il fratello gemello del 2022. Tanto somigliante quanto più maturo e più attraente. Inutile preoccuparsi di problemi che verranno, si lavora sul momento.
E la variabile temporale è la più importante di tutte, sempre e per sempre. Sarete inondati di richieste, di telefonate. Più che mai oggi, se vendete troppo a eccessiva distanza dalla data, rinunciate a una succulenta fetta di mercato.
Il mondo alberghiero, tra tutti, è quello che più ha abbracciato la concezione variabile del mercato. Mi augurerei che anche altri lo facessero. A dispetto delle polemiche sterili del consumatore.
I ristoranti ormai costano troppo, ti alzi e per un paio di piatti e un bicchiere di vino meno di 30 euro mai. Ok, e allora perché sono pieni? I concerti costano troppo, chi se li può permettere. E come mai a distanza di mesi si registrano sold out anche per artisti che prima faticavano a fare il pienone?
Le tariffe sono incontrollate solo se le analizziamo male.
Per fortuna il mercato è oggettivo.
Ecco un altro articolo sulle tariffe, quest volta si parla di cinema
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