
Si viaggia con Uber.
O almeno questo è il tentativo che sta facendo l’azienda americana, seguendo un filo logico che lo porta fino ai viaggi. Per questo nasce Uber Travel, conseguente tassello di una visione volta ad abbracciare il cliente e metterlo nelle condizioni di soddisfare ogni esigenza quando è in trasferta.
Attenzione, però, ben lungi dall’essere l’ennesimo tentativo di contrastare le superpotenze OTA, re Booking.com su tutti. Almeno per il momento, Uber Travel lascia il campo di prenotazioni alberghiere ad altri. Per farlo, aggiungiamo noi, sarebbe necessario presentare un’idea così rivoluzionaria da spostare la fidelizzazione di mezzo mondo su un’altra piattaforma. Compito complesso, in cui hanno già fallito altri.
Una delle esigenze maggiormente manifestate dagli utenti, tuttavia, è quella di avere in un unico contenitore tutto ciò che riguarda il proprio itinerario di viaggio.
In questo Uber potrebbe aver avuto un guizzo significativo, benché limitato ai suoi campi di competenza. Ricordiamo che Uber nasce principalmente come alternativa ai taxi. Con una maggiore trasparenza (spesso all’estero convenienza) su tempistiche e tariffe. Poi si è allargato alle consegne a domicilio. Adesso unisce i puntini con Uber Travel.
Abbiamo provato il meccanismo. Grazie a una collaborazione con AwardWallet, azienda che si occupa di tenere traccia di punti e miglia dei famosi frequent flyer, Uber si collega con il vostro indirizzo email, setaccia tutto ciò che riguarda voli aerei e prenotazioni alberghiere e li infila in un’unica scatola.
Una volta creato un percorso di viaggio, si procede all’utilizzo dei servizi principali Uber. Con la possibilità di riservare uno spostamento auto fino a trenta giorni prima dell’arrivo. Nella speranza (loro) che abbiamo bisogno anche di un pasto a domicilio mentre siamo lì.
Può avere senso, certo. Potrebbe anche essere un primo passo esplorativo verso la prenotazione alberghiera. Mossa cauta per tastare gli umori del popolo web. Al momento sposta poco in termini di mercato. Certo attraverso le email, gli accessi che gli garantiamo, attingerà a un quantitativo di informazioni niente male. Ed è anche lo scoglio su cui si potrebbe incagliare. In un’epoca così sensibile al trattamento dati e alla condivisione degli stessi.
Vedremo. Stiamo parlando di pionieri e innovatori. Vanno rispettati e gli va concesso il beneficio del dubbio. O meglio, la licenza di sorprenderci.
Uber Travel, per ora, è l’impasto di un’idea.
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crediti immagine Uber, Pixabay
