
Ancora oggi si ha la sensazione che i commercianti vogliano fare la guerra all’online.
Si generalizza, lo si conceda. Ancor di più visto che la lente d’ingrandimento è piazzata sulla nostra penisola, ancora troppo scettica e disabituata all’utilizzo della tecnologia. Quando poi si tratta di transazioni economiche poi, peggio si sente.
Internet ha cambiato le nostre vite, ha semplificato numerosi processi, globalizzato a dismisura qualsiasi conoscenza (e prodotto). Pensare che sia stato solo un cambiamento in positivo è da stolti, questo è ovvio. Tuttavia continuare a combatterlo come fosse un nemico equivale alla resa.
Questo è il punto.
C’è chi dirà: eh ma i piccoli negozi hanno vita corta, la concorrenza di Amazon li ha stracciati. Anche solo tutti i costi che un luogo fisico deve mantenere, tra affitti, staff. Naturale che i prezzi siano più alti. E poi la gente entra, tocca con mano, prova e finisce per acquistare dove più gli conviene. Su internet.
Certo, funziona proprio così. Se si è parte di una catena, le spalle sono coperte. Il povero, disgraziato esercente singolo, deperisce sotto i colpi delle multinazionali.
Ma è solo quella la causa?
La via è più faticosa ma la competenza necessaria per mantenere un’attività florida, oggigiorno, passa anche attraverso i nuovi strumenti che il mercato impone. Studio tutto nuovo di pratiche ormai necessarie. Oltre a ciò che si vende, ai fornitori da cui ce lo si procura, al target che si vuole aggredire. Poi c’è il web marketing a trecentosessanta gradi.
I commercianti sembrano voler fare la guerra all’online. Puntando per giunta obiettivi irrealizzabili.
E di nuovo c’è chi sosterrà: eh ma Amazon sarà sempre in cima alle ricerche di Google.
E lo crediamo bene, con tutti i soldi che investe in pubblicità.
Ma il singolo esercente punta anche al fatturato di Amazon? O basta qualcosa di più modesto per avere la pancia piena?
Troppi parametri sono sballati, questa è la verità. Dall’ideazione del prezzo di vendita al modo in cui lo si commercializza. Al pensiero che la concorrenza sia causa di ogni male.
Figuriamoci se Internet può essere visto come la soluzione.
La sensazione è che manchi ancora un ponte solido tra il pensiero di ciò che si vorrebbe e il sudore necessario per procurarselo. La paura, talvolta mascherata da pigrizia, di non essere comunque in grado di sopravvivere. L’incapacità di porsi le giuste domande.
In mezzo a tutto, un assunto sfuggevole: Internet è un nemico solo se lo si prende come tale.
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Crediti immagine pixabay
