Tour operator e blog di viaggi

Tour operator e blog di viaggi - Revenue Bros consulenza alberghiera

Tour operator, agenzie di viaggio, sì o no?
Da anni in difficoltà per una serie di fattori, hanno e continuano a ritagliarsi una fetta di mercato. Per necessità, pigrizia, inesperienza di chi ne fruisce, dall’albergatore al cliente. Il progresso continua a segnare il passo, il solco tra le vecchie concezioni di costruzione del viaggio e ciò che oggi possiamo fare in autonomia è sempre più profondo.
E poi arriva Instagram. Magnifico notare come i nuovi strumenti di comunicazione si rendano utili per scopi forse inizialmente impensabili.
Ma cosa c’entra con i tour operator e con le agenzie di viaggio?
Iniziamo col dire che chi lavora con una tariffa dinamica ha sempre più difficoltà a legarsi a contratti con listini fissi, magari allotment garantiti e magari commissioni che superano quelle delle OTA. I tour operator non hanno mai fatto quello scatto verso la tariffa che oscilla in funzione della pressione della domanda.
Il punto di vista però qui è dell’acquirente. C’è chi ancora fa a pugni con l’informatica, non conosce bene la differenza di affidabilità tra un portale sicuro e un sito millantatore. Vecchie generazioni che preferiscono sedersi davanti a un professionista che gli fa vedere un catalogo e gli mostra immagini, proposte e alternative valide alla realizzazione dell’itinerario da sogno. Un budget più semplice da rispettare, magari mezze o pensioni complete. Compri tutto in una scatola e ci sono poche sorprese. O così dovrebbe essere. Più che vecchie generazioni, però, sarebbe giusto definirle antiche concezioni. Ancora presenti in individui la cui carta d’identità lascerebbe pensare a una dimestichezza maggiore con pc e smartphone. Perché poi sui vari social network ci si va con discreta solerzia.
E torna quindi Instagram. I blog di viaggi esistono da decadi, più o meno dall’inizio di internet. Punti di riferimento che hanno quasi soppiantato le guide cartacee. Aggiungiamo quindi a questi mezzi immagini in movimento, una narrazione piacevole e, perché no, un viso rassicurante che diventa pian piano sempre più familiare. La gente viene pagata per andare in giro, promuovere e consigliare le attrazioni delle mete turistiche.
Ecco l’anello di congiunzione. Quanti di quei professionisti che lavorano nelle agenzie di viaggio o nei tour operator hanno toccato con mano il prodotto che spacciano?
Allora, con un buon numero di follower su Instagram, puoi diventare un punto di riferimento ben più attraente. E vendere come farebbe un tour operator o un’agenzia di viaggi.
Tutto è logico. Ci sarebbe ancora spazio per tutti, di questo ne siamo convinti.
Se però si rimane a cinquant’anni fa, prima o poi si chiude.

crediti immagine Pixabay mohamed_hassan

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