Non c’è niente di peggio che il monopolio per il libero mercato

Non c’è niente di peggio che il monopolio per il libero mercato - Revenue Bros

Il monopolio è l’antitesi del mercato libero, è una dittatura commerciale. Un luogo sicuro da cui poter fare il bello e il cattivo tempo. Il pallone è mio e decido io chi partecipa. Chi vuole giocare lo fa alle regole che detta il padrone, altrimenti gira i tacchi e va altrove.
Ma ha senso questo ragionamento? Non dovrebbe. Quando si parla di vendita, quale che sia il prodotto che si commercializza, l’umore e (soprattutto) il portafogli del consumatore devono essere elementi determinanti da poggiare con delicatezza sul piatto decisionale della bilancia.
Notizia nota e recente. DAZN stava per impedire la condivisione del proprio account personale, pensato per un massimo di due persone in contemporanea. Due, non duecento. Alla base di quest’iniziativa scriteriata la presunta lotta alla pirateria. Mezze verità dette nella speranza di convincere gli scemi. Sconfessando ciò che da anni porta avanti il successo di altre piattaforme di streaming; diversi contenuti ma patrimonio ben più consistente, non a caso.
Certo, esiste il libero arbitrio. Si può decidere di non abbonarsi, di ribellarsi. È evidente che a pensarla così sia chi non ama il calcio, chi non ne capisce fascino e implicazioni. Non rendendosi conto di che droga sia, di che potere politico ed economico rappresenti.
A un tifoso puoi togliere tutto, può imporsi molte rinunce ma è impossibile che escluda dalla sua vita la squadra del cuore.
Se fossimo in un mercato di libera concorrenza, in cui l’utente può scegliere a chi rivolgersi in funzione di variabili tra cui primeggia il rapporto qualità/prezzo, DAZN potrebbe fare ciò che ritiene. Subendone le conseguenze in termini economici. Nelle attuali condizioni però questa mossa somiglia al Principe Giovanni del classico d’animazione Disney “Robin Hood”. Tasse, tasse, tasse. E il popolo, pur di mangiare calcio, finisce senza il becco di un quattrino.
Per il momento non se n’è fatto niente. Il campionato è iniziato da poco più di tre mesi, i diritti in esclusiva sono stati presi da circa cinque. Sarebbe stata una mossa scorretta a dir poco. Se aggiungiamo poi i numerosi problemi di servizio; segnale che salta, qualità dell’immagine balbettante e differita costante.
Ma di sicuro per la prossima stagione la svolta avverrà e chi vorrà pagherà il doppio. Alternative non ce ne sono.
Non c’è niente di peggio che il monopolio per il libero mercato.

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