Perché ti piace il calcio?

Perché ti piace il calcio, mi chiede con la faccia disgustata.
È lo sport più seguito al mondo. Circa 4 miliardi di persone.
È un potere economico e politico la cui vastità si sottovaluta.
È solo un gioco, mi dice.
Non può esserlo, non a certi livelli. È un impero che muove una quantità di soldi inestimabile. Spesso senza criterio, dimenticando quanto chi ne fruisce deve sempre essere al di sopra di tutto.
Ma perché lo segui se tanto è l’ennesima manifestazione dell’interminabile partita a scacchi dei potenti di questo mondo?
La razionalità ti spiega che non avrebbe senso. Ma il cuore, la pancia, beh, sono altre sostanze.
Poi arrivano gli Europei. L’Italia non è mai stata così rappresentativa del nostro paese. Proletaria, esteticamente magnifica. Capace di trarre il massimo da ciò che ha, quando per decadi ha avuto tanto e l’ha sperperato. L’Italia che alza al cielo di Wembley un trofeo mai così importante, davanti agli occhi degli inglesi calcisticamente boriosi, che lo sentivano in tasca dal primo minuto del torneo.
Facile romanticismo forse ma è la verità. Siamo stati tutti più patriottici, ci siamo uniti e ricordati che si può festeggiare. Che si può
ricominciare.
Perché ti piace il calcio quindi?
Se non lo capisci ora, non lo puoi capire.

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