
Pasqua si festeggia nel segno dell’inflazione.
Arrivati alla primavera, affacciati sul quarto mese dell’anno, inizia a stabilizzarsi il quadro di questo 2023. E diamo anche un senso a quelle che sono le dinamiche economiche che lo stanno caratterizzando.
Le domande che ci siamo posti rimangono ma mutano e assumono connotati differenti. Come mai, considerata l’inflazione, si registra un boom così esplosivo a livello turistico? Da dove sbucano tutti questi soldi, viste le difficoltà generali?
Pasqua, pur cadendo un mese prima rispetto al 2022, è gettonatissima. In ambito alberghiero, per quel che possiamo testimoniare, l’occupazione alta va a braccetto con una qualità eccellente di ricavo medio camera. E, forse per la prima volta a memoria d’uomo, se n’è infischiata dell’eventuale influenza del terrorismo delle previsioni meteo. Quest’ultimo di solito un fattore dominante in fase prenotativa che però, in questo momento storico, è schiacciato dalla voglia di partire.
Pasqua presa d’assalto, così come la primavera. E i progetti per l’estate imperversano. Le compagnie aeree proseguono nelle difficoltà, il numero di voli si è ridotto. La domanda è persino più alta di quella che è al momento la possibilità di soddisfarla. I prezzi si sono gonfiati a dismisura. Un anno fa era molto diverso. Se l’alberghiero aveva già annusato il periodo propizio, le compagnie aeree erano rimaste più caute, saggiando e agevolando la ripartenza. Oggi i voli si pagano e pure parecchio. Cala la richiesta? Ma figuriamoci.
A prescindere dal suggerimento, scontato, di cavalcare quest’onda e godersi il flusso, nostro compito è quello di analizzare.
La verità è semplice, l’inflazione ha riparametrato i budget di spesa. Il mercato è oggettivo e si esprime sempre in libertà. Nella vastità di offerta che gli viene presentata, il consumatore è costretto ad accettare che ora gli è necessario uno sforzo economico in più per ottenere l’oggetto dei suoi desideri. Se prima una buona camera la si poteva trovare a 100 euro (esempio), quindi il suo budget era fissato su quella soglia, oggi il consumatore sa che l’asticella si è alzata a 150 euro (altro esempio). Meccanismo di accettazione determinato dalla situazione economica mondiale, in cui tutti siamo invischiati, che rende logici i nuovi parametri.
L’inflazione dimostra che girano ancora un sacco di soldi. E che, almeno per ora, gli aumenti non hanno frenato la richiesta.
Durerà, chi lo sa.
Pasqua, intanto, va così. Tutto sommato, contenti tutti.
E buona Pasqua.
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crediti immagine pixabay, revenue bros
