Dinner Club, turismo enogastronomico

Dinner Club, turismo enogastronomico - Revenue Bros

Turismo enogastronomico. Viaggiare e mangiare. Esiste binomio più necessario e vincente?
Devono averlo capito gli autori di Dinner Club, ultima produzione del colosso Prime Video (Amazon).
A guida spirituale e operativa di un gruppo di noti attori italiani Carlo Cracco. Sei puntate in cui il burbero chef stellato traghetta i suoi occasionali discepoli in giro per l’Italia, tra luoghi noti e meno, alla scoperta di tradizioni culinarie e abitudini locali.
Ciò che ha di buono questo programma è puramente sinestetico. Dopo quasi due anni di pandemia, ricorda l’essenza più pura del viaggio. Ben oltre la curiosità di mettere piede in un posto solo perché ci sono già stati tutti e quindi va fatto, neanche fosse una tacca sulla cintura da sfoggiare durante le cene con gli amici. L’Undertourism come stile di vita, come impulso di chi va solo perché ce n’è l’opportunità. Puntare il dito sulla cartina e volare. Cosa si va a vedere non lo si studia su una mappa di Google a chilometri di distanza, non lo si legge su guide redatte da esperti che ci sottopongono null’altro che il proprio giudizio/gusto personale.
La chiave è la scoperta e solo i più coraggiosi saranno in grado di raggiungere la fonte del sapere. Girando le strade di città sconosciute, imboccando vicoli ignoti e per questo affascinanti, assaporando ciò che ogni giorno gli indigeni mettono in tavola, chiacchierando e facendosi trasportare da chi vive quella quotidianità che ci apparterrà solo per qualche fugace istante.
Dinner club ricorda questo, a prescindere da qualche spontanea risata che riesce a strappare, sempre preziosa.
Visitare un luogo e VIAGGIARE sono due concetti completamente differenti.

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